Il tribunale di Viterbo
Viterbo – (sil.co.) – Denunciato da madre e nonno finisce in carcere, la mamma al giudice: “Lo perdono, se si cura dalla droga”. Lo scorso mese di novembre è stato arrestato in seguito alle distinte denunce dei due familiari
Tuttora detenuto in carcere, il figlio dell’una e nipote dell’altro, è un giovane afflitto da problemi di tossicodipendenza, comparso mercoledì davanti al giudice Daniela Rispoli con la scorta della penitenziaria per rispondere delle aggressioni messe a segno lo scorso autunno ai danni dei suoi prossimi congiunti che lo hanno querelato.
La madre potrebbe però salvare il figlio dalle conseguenze penali della sua condotta.
Presente in aula, infatti, la donna si è detta disposta a rimettere la querela se il figlio accetterà di seguire un percorso di recupero presso il Serd e anche ad accoglierlo in casa agli arresti domiciliari in attesa di un posto in comunità, sempre che accetti di intraprendere seriamente il cammino per uscire dalla dipendenza.
Il giudice, sentita la mamma dell’imputato e il difensore Valerio Panichelli, ha detto di volere comunque sentire entrambe le persone offese per accertare la gravità delle dinamiche che hanno spinto il nonno e la madre a sporgere querela, rinviando all’estate la prossima udienza del processo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
