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Diciassettenne morta dopo un trapianto di midollo, per la perizia c’è da aspettare

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Margherita Eichberg e la figlia Lisa Federico

Margherita Eichberg e la figlia Lisa Federico

Lettera al papa da Margherita Eichberg e Maurizio Federico, genitori di Lisa

Lettera al papa da Margherita Eichberg e Maurizio Federico, genitori di Lisa

Roma – (sil.co.) – Morte all’ospedale Bambino Gesù dopo un trapianto di midollo osseo della figlia della sovrintendente dell’Etruria meridionale, è ripresa la settimana scorsa, con un ulteriore rinvio a fine giugno della nomina di un diverso perito super partes, l’udienza preliminare a carico  dei due medici per i quali la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo.

Il gup della capitale, come si ricorderà, ha disposto una ulteriore perizia, oltre quella del pm, al fine di chiarire le cause della morte di Elisabetta Federico, 17 anni, figlia adottiva della sovrintendente dell’Etruria meridionale Margherita Eichberg e del marito Maurizio Federico dirigente del’Istituto superiore di sanità, deceduta il 3 novembre del 2020 in seguito ad un trapianto di midollo osseo, infuso in presenza di globuli rossi incompatibili secondo l’accusa.

Il primo perito individuato dal tribunale ha però rinunciato all’incarico per incompatibilità, rilevata anche dalla difesa di parte civile, alla luce dei rapporti professionali con uno degli altri medici indagati nell’ambito dell’inchiesta. E’ stato così individuato un altro perito, il professor Benedetto Bruno dell’università di Torino.

Il gup che ha disposto la perizia, nel frattempo, è andato in pensione proprio il giorno dell’udienza, ovvero il 17 maggio. Sarà quindi un altro magistrato a seguire il caso. 

“Prese in mano il procedimento assegnato quasi un anno fa a Clementina Forleo – ricorda il papà di Lisa Federico, Maurizio, sulla sua pagina Facebook –  non ha voluto credere alla perizia del pm, e ha voluto ricominciare tutto daccapo cercando un nuovo perito. Scansata da noi la prima proposta, a fine giugno giurerà il perito identificato in una seconda selezione.Bene che vada si tornerà davanti al nuovo gup con la nuova perizia tra un anno”.

“Certamente – prosegue – non sarà questo il giudice che Lisa avrebbe voluto tanto abbracciare, come ci scrisse al termine della sua ‘Lettera ad un giudice’… ‘signor giudice, se solo trovasse le parole per descrivere tutto questo, allora sì, la mia morte acquisterebbe un piccolo senso, allora sì, la mia maledetta sorte almeno sarà servita ad alleviare le sofferenze di qualche altra sfortunata persona. Signor giudice, un giorno, sono sicura, ci incontreremo, le auguro fra duecento anni almeno. E allora mi piacerebbe abbracciarla dopo aver saputo che anche lei, come il mio giudice di Kiev, ha voluto regalare a qualcuno una speranza’. Mai più come per Lisa”. 

Lisa è stata adottata in Ucraina assieme al fratello all’età di 5 anni. 

“Santità, non vogliamo pene esemplari, ma non vogliamo neppure che ci siano impunità”, hanno scritto qualche settimana fa a papa Francesco i genitori di Lisa. “Non chiediamo la condanna, ma il dibattimento, il contraddittorio, l’analisi e l’esposizione dell’accaduto per individuare la responsabilità di ciascuno”.

“Le alleghiamo due immagini di nostra figlia – scrivono i genitori al pontefice – una scattata a due settimane dal ricovero per il trapianto di midollo, la cura ‘definitiva’ per la sua malattia benigna (una forma di anemia aplastica), e l’altra la sera prima del ricovero per il trapianto, non urgente ma programmato”.

“Chiediamo – proseguono Margherita Eichberg e Maurizio Federico – verità e giustizia per tutti i piccoli malati, ovunque capiti che si subiscono danni o decessi. Chiediamo ascolto ed assistenza adeguata”.

“La ringraziamo con infinita gratitudine se avrà letto queste pagine e vorrà dare un segno di vicinanza alla nostra famiglia e di rispetto alla memoria di questa sfortunata ragazza, nostra figlia Lisa, sempre sorridente, ottimista e fiduciosa. Tradita e uccisa in soli quattro mesi e mezzo dall’ingresso al pronto soccorso del Bambino Gesù”.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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