Viterbo – “Emergenza migranti, il sistema di accoglienza è saturo, i bandi sono andati deserti, la situazione è estremamente critica e la soluzione potrebbe essere drastica. Ciò significa che per far fronte al problema potremmo ricorrere alle tendopoli oppure alla requisizione di strutture pubbliche o private”.
A lanciare l’allarme è direttamente il prefetto di Viterbo, Antonio Cananà, che il 17 maggio ha incontrato sindaci della Tuscia, vigili del fuoco, associazioni di volontariato di protezione civile e il vescovo Orazio Francesco Piazza con l’obiettivo di trovare soluzioni il più possibile condivise.
Viterbo – Il prefetto Antonio Cananà
“Il problema – ha detto il prefetto – è che ora il sistema provinciale di accoglienza è saturo e i bandi di gara emanati a ripetizione dalla prefettura per incrementarne la capienza sono andati deserti o hanno ‘fruttato’ un numero decisamente esiguo di posti aggiuntivi”.
“Nella Tuscia – ha poi aggiunto Cananà -, come in tante altre parti del territorio nazionale, si è venuta a creare una situazione estremamente critica, in conseguenza degli ormai quotidiani trasferimenti, disposti dal ministero dell’interno, di consistenti gruppi di migranti sbarcati sulle coste del Meridione. Solo da Pasqua ad oggi sono stati assegnati 124 migranti, dei 281 giunti nel Viterbese dall’inizio dell’anno”.
Ad oggi, i Centri di accoglienza straordinari (Cas), la cosiddetta prima accoglienza, ospitano 690 richiedenti asilo, distribuiti in 11 comuni: Viterbo, Acquapendente, Canino, Grotte di Castro, Montefiascone, Proceno, San Lorenzo Nuovo, Valentano, Tarquinia, Tuscania e Orte. La Rete di accoglienza e integrazione, seconda accoglienza, gestita dai comuni con oneri a carico dello stato è invece pari 927.
“La situazione – ha sottolineato Cananà – appare tanto più preoccupante, in quanto si va incontro al periodo estivo, statisticamente caratterizzato da consistenti arrivi di migranti. Per questi motivi, lo scorso 17 maggio si è tenuto un incontro con i sindaci dei comuni della provincia, a cui ha partecipato anche il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza, finalizzato a individuare le iniziative urgenti da porre in essere per ampliare senza ritardi e in modo significativo i posti in accoglienza”.
Viterbo – Prefettura
“In sostanza, i sindaci sono stati invitati a effettuare una ricognizione, a tappeto e in tempi strettissimi, delle strutture pubbliche e private che si trovano nei rispettivi territori comunali, idonee a ospitare i richiedenti asilo che in futuro dovessero essere assegnati alla provincia di Viterbo. Ai sindaci ho detto che, laddove la ricognizione non producesse risultati significativi, dovranno essere prese in considerazione, giocoforza, soluzioni alloggiative del tutto temporanee. Cosa consentita tra l’altro dall’ordinanza del capo del dipartimento della protezione civile dello scorso 16 aprile, susseguente alla dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale. Soluzioni alloggiative che potrebbero sostanziarsi in tendopoli, requisizioni di strutture pubbliche o private e altro ancora”.
“Per questo – ha aggiunto il prefetto – all’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti del comando provinciale dei vigili del fuoco e delle organizzazioni di volontariato operanti nella protezione civile e nel sociale, in grado di realizzare sistemazioni del tutto temporanee in spazi al chiuso ovvero all’aperto”.
I Centri di accoglienza straordinari hanno l’obiettivo di sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie di accoglienza o nei servizi predisposti dagli enti locali. Attualmente costituiscono la modalità ordinaria di accoglienza. Le strutture sono individuate dalle prefetture, in convenzione con cooperative, associazioni e alberghi. Il tutto secondo le procedure di affidamento dei contratti pubblici e sentito l’ente locale del territorio ospitante. La permanenza dovrebbe essere limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento del richiedente nelle strutture di seconda accoglienza.
La Rete di accoglienza e integrazione è costituita infine dagli enti locali che, per realizzare i progetti di accoglienza integrata, accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.
Viterbo – Il prefetto Antonio Cananà
“In ogni caso – ha concluso Antonio Cananà – nella gestione dei futuri flussi migratori in provincia, la prefettura privilegerà il modello dell’accoglienza diffusa, cioè dell’equa distribuzione tra i comuni, l’unico in grado di garantire il bilanciamento necessario tra il diritto della comunità che accoglie alla sostenibilità sociale del fenomeno migratorio e il diritto di chi è accolto a intraprendere adeguati percorsi di integrazione e inclusione sociale”.
Daniele Camilli


