Viterbo – “Se il messaggio del fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, a Vittorio Sgarbi non fosse autentico, ma un falso, sarebbe veramente una cosa inquietante, una cosa ignobile. E mi auguro che anche la Polizia postale possa fare i dovuti e doverosi accertamenti”. Il presidente provinciale dell’Anpi, l’associazione nazionale partigiani d’Italia, Enrico Mezzetti, che il 25 a aprile a piazza San Lorenzo, Viterbo, si è rifiutato di stringere la mano al sindaco di Sutri, risponde alle polemiche e al dibattito di questi giorni su quanto accaduto.
“Sgarbi – aggiunge Mezzetti – si è inoltre messo a smanettare con il suo cellulare durante l’Inno di Mameli, e per questo dovrebbe chiedere scusa a tutti, a partire dai viterbesi”.
25 aprile – Enrico Mezzetti non stringe la mano a Sgarbi
Enrico Mezzetti, il suo rifiuto di salutare Vittorio Sgarbi è di fatto esploso su tutta la stampa nazionale. Lei che ne pensa di tutto questo discutere e delle polemiche che ci sono state?
“Come ho già detto, il mio rifiuto è dovuto alla mancanza di stima che ho nei confronti di quel personaggio. Personalmente sono stato anche capogruppo al consiglio comunale di Viterbo e con tutte le forze politiche ho sempre avuto un rapporto di reciproco rispetto e reciproca stima. Detto questo, vorrei anche approfondire la questione della mia mancanza di stima nei confronti di quel signore, a partire da un episodio che risale al 1998”.
Così lontano?
“Sì, perché nei riguardi di quel signore c’è una memoria sedimentata. Qualcosa che non dimentico”.
Cosa?
“Siamo nell’agosto del 1998 e leggo sui giornale di una tragedia che si è consumata a Cagliari dove c’era un magistrato indagato per tutta una serie di reati. Ad indagare, perché territorialmente competente, era la procura di Palermo diretta all’epoca da Giancarlo Caselli. Durante una pausa dell’interrogatorio, il magistrato indagato si chiuse in una stanza e si uccise. Nel corso delle indagini successive, in merito alla tragedia, fu poi evidenziato il comportamento corretto avuto da Caselli, persona integerrima. Soltanto che su questa vicenda vengono fuori atteggiamenti di vero e proprio sciacallaggio vergognoso con tutta una serie di persone che accusano Giancarlo Caselli di essere responsabile di quell’omicidio. Tra queste persone c’era anche Vittorio Sgarbi. Di fronte a tutto questo provai uno sdegno profondo. All’epoca mandai subito anche un telegramma di solidarietà a Caselli. Mi immedesimai con quello che doveva aver provato un uomo come Caselli di fronte a quella tragedia. Sgarbi venne denunciato per diffamazione e con sentenza definitiva condannato. Io queste cose non me le dimentico”.
E non ci sono altre argomentazioni?
“Sì, e sono tutte consequenziali”.
Viterbo – 25 aprile – Enrico Mezzetti (Anpi)
Se lei non dimentica, quel giorno non poteva evitare di stare a piazza San Lorenzo?
“No. Non potevo evitare. E questo per rispetto della Repubblica, di quello che rappresenta il 25 aprile, delle istituzioni democratiche, dell’antifascismo e della lotta di migliaia e migliaia di partigiani e partigiane che hanno combattuto e dato la vita per liberare il nostro paese. Non solo, ma quanto accaduto è avvenuto nel giro di pochi secondi”.
Che vuol dire?
“A Viterbo c’è un nuovo prefetto che quest’anno, per la prima volta, ha deciso di intervenire durante la cerimonia del 25 aprile. Cosa che non era mai avvenuto in passato. Una cosa ottima, come avevo già detto nel corso di un’altra intervista“.
Poi cosa è successo?
“Mentre è ancora in corso il corteo che si è poi diretto verso piazza San Lorenzo, il prefetto mi avvisa che non sarà più lui a fare l’allocuzione, ma sarà Sgarbi. Io non commento”.
Perché Sgarbi e non il prefetto in veste di rappresentante del governo?
“Perché lo ha chiesto Sgarbi. Per il resto ho solo preso atto del fatto”.
Dopo che succede?
“Dopo andiamo a piazza San Lorenzo. A quel punto arriva quel signore e comincia a stringere le mani. Per me quella era una situazione del tutto inaspettata. Non sapevo che si sarebbe messo a stringere le mani e a fare la rassegna. Non era mai accaduto. E io in sette secondi ho deciso cosa fare”.
Sulla base di cosa?
“In base alla mia memoria sedimentata che ha prevalso su qualsiasi altro tipo di considerazione. La mia dignità personale vale più di qualsiasi altra cosa. Se gli avessi stretto la mano mi sarei vergognato di me stesso. Tenendo anche conto che il mio comportamento per tutto il resto della cerimonia è stato irreprensibile, nonostante tutto l’intervento di Sgarbi fosse stato concentrato ad insultare me. Parlando anche di dichiarazione di guerra come se fosse un sovrano del ‘monno vecchio’. Come se il mio gesto fosse un delitto di lesa maestà nei suoi confronti. Le sue sono state affermazioni ridicole”.
Fra l’altro, mentre veniva intonato l’Inno di Mameli, Sgarbi è stato soppresso dalle telecamere a prendere appunti sul suo cellulare…
“Un fatto indecoroso per il quale dovrebbe chiedere scusa. L’Inno di Mameli è il momento più alto e lui, in quel momento, stava smanettando con il cellulare. Veramente indecoroso e offensivo nei confronti di tutti i presenti e soprattutto di tutti i patrioti, gli antifascisti e di tutto il popolo italiano. Dovrebbe poi chiedere scusa a tutti i viterbesi e questo sempre per il suo comportamento, offensivo nei riguardi della città”.
Viterbo – 25 aprile – Vittorio Sgarbi
Il prefetto, comunque sia, è intervenuto…
“No, ha detto solo pochissime parole all’inizio. Non ha fatto l’allocuzione. Quindi, no, non è intervenuto”.
Sgarbi era stato invitato come sindaco o come sottosegretario di stato?
“Questo non lo so. Lui stava lì con la fascia da sindaco di Sutri che gli copriva la pancia. Mi faccia poi dire una cosa in più…”
Cosa?
“Questo soggetto imperversa da anni sulla nostra martoriata terra di Tuscia e io ho sempre evitato in tutti i modi di incontrare questo signore e una vicenda, come quella del 25 aprile, non me la sono proprio andata a cercare. Ha fatto tutto lui e sostanzialmente non se ne era accorto nessuno. E’ stato lui a darle risalto, da ‘sovrano del monno vecchio’, dell’ancien regime, con il suo narcisismo smisurato. La Tuscia, nei suoi riguardi, ha già dato”.
Sgarbi, in un video pubblicato sui suoi social, di fatto ha detto che con il suo comportamento lei avrebbe violato lo spirito della festa della liberazione…
“Dice stupidaggini nel modo più assoluto. Se non stimo una persona è solo una questione di dignità. E’ solo un uomo con cui non voglio avere nulla a che fare e che ho avuto la disgrazia di trovarmi di fronte in maniera imprevedibile. E’ stato lui ad offendere il 25 aprile smanettando con il cellulare nel momento in cui si intonava l’Inno di Mameli”.
Lei ha avuto anche tante attestazioni di solidarietà…
“Sì, tantissime e di gente di ogni tipo e ogni orientamento politico. Da destra a sinistra. Docenti universitari, da figli di partigiani. E mi sono divertito ad ascoltare il messaggio del giornalista Andrea Scanzi che mi auguro di poter incontrare di persona”.
Il messaggio di Oscar Farinetti a Vittorio Sgarbi analizzato dal programma Propaganda Live
C’è stato anche il messaggio che il fondatore di Eataly Oscar Farinetti avrebbe inviato a Sgarbi. Messaggio sulla cui autenticità si è discusso molto in questi giorni…
“Sì. E se quel messaggio non fosse autentico, ma un falso, sarebbe veramente una cosa inquietante, una cosa ignobile. E mi auguro che anche la Polizia postale possa fare i dovuti accertamenti – accertamenti a mio avviso doverosi – e verificare da chi è partito quel messaggio. Se da Farinetti o da altri soggetti”.
Se questo messaggio di Farinetti non fosse autentico, considerando anche il comportamento tenuto da Sgarbi al momento dell’Inno e tutta un’altra serie di dichiarazioni imbarazzanti fatte dallo stesso in passato, secondo lei cosa dovrebbe fare la sindaca di Viterbo Chiara Frontini della cui giunta Sgarbi è assessore alla bellezza?
“Suppongo che la sindaca Frontini sia abbastanza in imbarazzo e che monitorerà queste cose, facendo poi le sue valutazioni”.
Se lei fosse stato sindaco di Viterbo, cosa avrebbe fatto?
“Non avrei proprio nominato Sgarbi assessore della città”.
Daniele Camilli
Articoli: “25 aprile, il messaggio di Farinetti a Sgarbi è stato inviato e non ricevuto…” – Oscar Farinetti: “Mi vergogno per il gesto di Enrico Mezzetti” – Enrico Mezzetti: “25 aprile, non ho stretto la mano a Vittorio Sgarbi perché è una persona che non stimo”
Media: Video: Enrico Mezzetti si rifiuta di dare la mano a Vittorio Sgarbi – Fotogallery: Il corteo del 25 aprile



