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Fumo di gruppo a prato giardino, giovane assolto dall’accusa di spaccio in concorso

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Montefiascone - I controlli dei carabinieri a piazzale Roma e al prato giardino

Montefiascone – I controlli dei carabinieri a piazzale Roma e al prato giardino


Montefiascone – (sil.co.) – Droga anche a assuntori minorenni sul colle falisco, è stato assolto dal collegio con formula piena il “londinese”, ovvero il giovane di Montefiascone d’origine romena, rimasto per diversi anni nella capitale britannica, prima di rientrare in Italia e affrontare il processo.

Era accusato di spaccio aggravato dalla minore età degli assuntori in concorso con un connazionale, già condannato in primo e secondo grado, il 22 gennaio 2020 dal collegio del tribunale di Viterbo e il 16 maggio 2022 dalla corte d’appello di Roma, a sei mesi di reclusione e 600 euro di multa con la condizionale. La loro “piazza” sarebbe stata prato giardino.

Stessa pena chiesta dalla pm Eliana Dolce per l’attuale imputato, col riconoscimento del quinto comma ovvero del piccolo spaccio e di tutte le attenuanti, difeso dall’avvocato Elisabetta Centogambe la quale, sentiti gli ultimi testimoni dell’accusa e acquisiti i verbali degli interrogatori degli altri testi durante il processo all’amico, ha chiesto l’assoluzione, accordata dal collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco con la formula più ampia, perché il fatto non sussiste. 

In aula due trentenni, chiamati a riferire su fatti avvenuti tra il 2015 e il 2016, quando gli imputati,di cui qualcuno ha detto “sembravano due fidanzati”, in quanto stavano sempre insieme, avrebbero spacciato hashish e marijuana a giovani anche minorenni a Montefiascone.

Una decina gli assuntori identificati dai carabinieri, i quali hanno però insistito nel dire di far parte di uno stesso gruppo di amici, di incontrarsi abitualmente a prato giardino di Montefiascone e di fumare spinelli insieme, offerti a volte a titolo gratuito dalla coppia di imputati romeni.

Solo uno ha raccontato di averli visti con pezzi di stupefacente e anche ovuli contenenti droga, comprando un paio di volte da loro fumo per 10-20 euro, senza saper chiarire però chi dei due ne fosse in possesso e avesse ceduto a pagamento la sostanza.


Elisabetta Centogambe

Il difensore Elisabetta Centogambe


Per l’accusa fornitori che viaggiavano sempre in coppia

“Abbiamo fermato due sospetti pusher in macchina, uno dei quali minorenne, che aveva con sé un borsello azzurro contenente ovuli di droga, 13 grammi di hashish che, per le modalità di confezionamento e l’altissimo principio attivo, pari al 33,66 per cento, potevano fruttare qualcosa come 186 dosi singole”, ha spiegato durante il processo uno dei carabinieri che hanno condotto le indagini.

“Tanto, troppo, non hashish da poco, ma da far pensare a un ‘fenomeno’ preoccupante, allarmante. Il minore, inoltre, era attrezzatissimo, aveva bilancini e tutto il necessario per spacciare”, ha detto il militare del nucleo investigativo, spiegando che il ragazzo, deferito alla procura minorile che ne ha permesso l’interrogatorio davanti a un legale e ai genitori, ha poi collaborato in maniera decisiva alle successive indagini. “È stato lui a metterci sulle tracce dei due fornitori romeni”, ha sottolineato.

“Il ‘collaboratore’ ci ha indicato due giovani romeni, dicendo che comprava ovuli di hashish da 10 grammi sempre da loro e che erano sempre insieme, così come abbiamo constatato, ottenendo quindi il via libera all’analisi dei tabulati telefonici per capire chi fossero i clienti”, ha proseguito il militare, ripercorrendo le indagini, che hanno subito un’accelerazione il 5 gennaio 2016, per poi sfociare in una serie di perquisizioni a tappeto il 15 aprile dello stesso anno, a distanza di appena tre mesi.


Articoli: Super hashish sul colle falisco, in aula tutti i testimoni dell’accusa contro il “londinese” – “Ovuli di hashish dal principio attivo altissimo spacciati da pusher minorenni” – Accompagna testi a un processo per droga ma scopre di essere uno degli imputati


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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