Viterbo – Gentile consigliere del comune di Viterbo Ugo Poggi, rispondo pubblicamente al post apparso sulla sua bacheca Facebook perché, in merito all’intervista che ha per titolo Ugo Poggi: “La ruota panoramica a pratogiardino Lucio Battisti è stata un fallimento”, lei mi accusa di aver “travisato e ampiamente strumentalizzato” le sue parole.
La mia risposta è semplice: quello che lei sostiene è totalmente falso. Non solo, ma il suo post è carico di contraddizioni, evidenziate tutte in un articolo pubblicato oggi stesso da Tusciaweb. Articolo che la invito a leggere. Non solo, ma come è prassi, proprio per evitare che il nostro lavoro sia “strumentalizzato”, siamo soliti registrare le interviste. E, se necessario, come faremo per quanto riguarda la sua, pubblicarle. Perché si può discutere di tutto, ma non della mia onestà e credibilità. E se queste devono essere messe in discussione, va fatto con altrettanta onestà e credibilità.
Viterbo – Il consigliere comunale Ugo Poggi
Io non ho “travisato” né tantomeno “strumentalizzato” le sue parole. Semmai ho corretto l’italiano, per quanto possibile. Né tantomeno, come lei afferma in una lettera inviata ieri a Tusciaweb, sono partito dal compleanno di Vittorio Sgarbi per poi passare alla ruota panoramica. Come si potrà ascoltare dalla registrazione, che, ripeto, pubblicheremo nei prossimi giorni, è ampiamente chiaro e udibile che la stavo chiamando per un’intervista e che la stessa riguardava la ruota di pratogiardino Lucio Battisti. Poi, al termine della stessa e a margine, le ho chiesto del compleanno del sottosegretario cui lei ha partecipato per un ulteriore articolo apparso anch’esso sulla testata per cui lavoro.
Sempre nell’intervista in questione, in merito al passaggio riguardante alcune proposte dell’opposizione che, secondo lei la maggioranza potrebbe far proprie senza intestarsi la titolarità delle stesse, ho evitato invece di riportare espressioni decisamente colorite che, a questo punto, i lettori avranno modo di ascoltare. A ulteriore conferma che lei si stava “ampiamente” rendendo conto di quello che stava dicendo. Fermo restando che quando, personalmente e giornalisticamente, mi rapporto a un consigliere o a qualsiasi altra persona capace di intendere e di volere, parto dal presupposto che si renda conto della “portata delle sue dichiarazioni”. Soprattutto se fa parte di una maggioranza consiliare che ha l’ambizione di governare una città capoluogo di 70 mila abitanti.
La “smentita” di Ugo Poggi
Infine, gentile consigliere Poggi, un’ultima considerazione. Quando si accusa un giornalista di travisare e strumentalizzare, per giunta “ampiamente”, le parole di un’altra persona lo si accusa di una cosa grave. Lo si accusa di esercitare un mestiere, un diritto-dovere tutelato dalla costituzione, per chissà quali fini personali e non nell’interesse della collettività. Lo si accusa di un sopruso, esponendolo a conseguenze gravi sia sul piano professionale, vale a dire la perdita di credibilità, sia su quello personale, con la possibile perdita del lavoro. Fortunatamente, in tal caso la tecnologia, ossia le registrazioni delle interviste che facciamo, aiutano a garantire sia l’una che l’altro. Ma ciò non toglie che, affermare cose non vere, rischiando di mettere a repentaglio ingiustamente la credibilità e l’onestà di un’altra persona, mostrano, anche in tal caso “ampiamente”, lo spessore dell’individuo che le dice o le scrive.
Daniele Camilli
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