Viterbo – “L’affido familiare è un momento fondamentale della cultura della solidarietà e del prendersi cura dell’altro, in particolar modo dei minori”. È con queste parole che Nicoletta Salvatori della Asl di Viterbo ha tracciato il percorso del servizio di affido familiare presentato oggi da comune, Asl e associazioni nella sala regia di palazzo dei Priori a Viterbo.
Viterbo – Presentazione servizio di affido familiare
“Un servizio fondamentale – come ha sottolineato l’assessora comunale alle politiche sociali, Patrizia Notaristefano – che sul nostro territorio mancava da tempo e che abbiamo riattivato in 5 mesi di lavoro mettendo in campo una squadra multiprofessionale e integrata fatta di psicologi, assistenti sociali, neuropsichiatri e associazioni come Murialdo e Arlaf”. L’associazione romana e laziale affidamento familiare.
Al tavolo della sala regia, assieme a Salvatori e Notaristefano, ci sono anche la sindaca Chiara Frontini, la presidente dell’associazione Murialdo Diana Dimonte e il coordinatore del servizio socialesel comune di Viterbo Pierangelo Conti.
Chiara Frontini
Il servizio per l’affido fa parte del distretto Asl Vt3 che, oltre a Viterbo, comprende altri 7 comuni: Vitorchiano, Canepina, Soriano nel Cimino, Orte, Bassano in Teverina, Bomarzo e Celleno.
“Il servizio – prosegue Salvatori – dispone di un’equipe multiprofessionale e integrata. L’affidamento familiare rappresenta un accompagnamento e un sostegno a tutte le famiglie che stanno vivendo un momento di fragilità. Ma è anche un momento fondamentale della cultura della solidarietà e del prendersi cura dell’altro”.
“Il servizio ha un ruolo centrale – ha sottolineato Frontini -. E l’appuntamento di oggi non è un punto di arrivo, ma il punto di partenza di un servizio che deve crescere sempre di più, e sempre di più vicino ai minori. La nostra è una città che accoglie le nuove generazioni, attenta a questa fascia di età. Tenendo conto che i giovani non sono solo il futuro ma soprattutto il presente”.
Da sinistra: Diana Dimonte, Nicoletta Salvatori e Patrizia Notaristefano
“L’affido familiare – ha spiegato Conti – è un intervento che viene attivato per tutelare un minore in difficoltà. Ogni bambino ha diritto ad avere una famiglia che assicuri le cure necessarie per una crescita sana ed equilibrata. Talvolta, per diverse condizioni di fragilità, la famiglia di un bambino potrebbe non essere in grado di occuparsi delle sue necessità affettive, accuditi e ed educative. In questi casi l’istituto del L’affido consente a un minore di essere accolto temporaneamente da una nuova famiglia che potrà garantire le cure necessarie nell’attesa che la famiglia del bambino possa ricreare le condizioni migliori per poterlo riaccogliere”.
Tutti possono diventare affidatari: persone singole, coppie con o senza figli. Le persone interessate ad avere informazioni o diventare affidatarie si possono rivolgere al servizio affido del proprio territorio.
L’equipe del servizio di affido familiare
A Viterbo i numeri di telefono da chiamare sono: 347.1508238, 0761.348568 e 0761.742256. Si può anche scrivere a info@servizioaffidovt3.it oppure ufficiodipiano@comune.viterbo.it. Si può anche consultare il sito internet www.servizioaffidovt3.it.
“Questo bellissimo risultato – ha evidenziato Notaristefano – è frutto di un percorso durato 5 mesi. Si è creato un gruppo coeso di professionalità elevate, assistenti sociali, psicologi, neuropsichiatri e associazioni come Murialdo e l’Arlaf”.
Pierangelo Conti
“Un servizio che mancava da anni. E considerando l’importanza che ha, perché al centro ha il benessere dei minori, non poteva restare nello stato in cui si trovava. Oggi possiamo dire di aver realizzato un percorso strutturato che potrà consentire alle famiglie che intendono percorrere il percorso dell’affitto con il giusto supporto”.
“Tutto – ha concluso Notaristefano – per il bene del minore. Il nostro obbiettivo maggiore sarà quello di far comprendere fino in fondo quale grande impegno si prendono le famiglie affidatarie e il loro ruolo enorme di fronte ai minori che accolgono. Un percorso che ha in importanza fondamentale, una disponibilità temporanea con l’obiettivo primario di farlo rientrare nella famiglia di origine”.
Daniele Camilli




