Viterbo – “L’atteggiamento del comune di Viterbo è politico, strumentale e non obiettivo”. L’amministratore unico Talete Salvatore Genova ribatte punto per punto, dopo che in consiglio comunale, la maggioranza ha assestato duri colpi alla società di cui il comune è socio. E dopo avere votato no al piano operativo annuale. Sulle 146 assunzioni: “Solo una graduatoria – spiega Genova – qualora dovesse servire. In consulta l’assessora ha votato sì e in assemblea dei soci no”. Sulle quote da cedere a privati: “Talete ha bisogno di un aumento di capitale. Se lo fanno i soci a me va bene, ma hanno già votato no”. La società idrica è in una situazione tutt’altro che tranquilla: “C’è chi non capisce che oggi se non riesco a fatturare o un fornitore mi fa un decreto ingiuntivo, è finita”. E sulla tariffa unica regionale: “Per l’utenza a Viterbo sarebbe peggiorativa”.
Salvatore Genova
Nell’ultima seduta del consiglio comunale di Viterbo si è accesa un’aspra polemica su 146 assunzioni in Talete entro il 2025. Salvatore Genova, ci spiega la situazione?
“A me dispiace tutto questo. State vedendo il mio lavoro e la modalità trasparente con cui lo sto portando avanti. L’atteggiamento del comune di Viterbo è sicuramente politico, strumentale e non obiettivo”.
Perché?
“Lo abbiamo spiegato in tutte le sedi. Il piano operativo prevede la presa in carico dei comuni, il completamento dell’ambito entro il 2024. Comprende un banale calcolo matematico per il fabbisogno di personale. Interno o tramite ditte esterne. In quel piano non c’è un aumento di spesa. I cinque milioni cui fanno riferimento servono per gestire, attraverso personale interno o esterno, i comuni presi in carico”.
La sindaca Frontini ha fatto un calcolo sull’incremento di spesa per le 146 nuove assunzioni. Cosa non quadra?
“Quando la sindaca parla di 146 persone e cinque milioni di euro in più, non è così, non è scritto così. Loro lo sanno, è una modalità per attirare l’attenzione, per tentare di continuare a gettare fango sull’azienda. L’ho detto pubblicamente. La società, assumendo personale, riesce anche a ottimizzare costi, non perdere professionalità e valorizzare l’esperienza maturata in questi anni. Un patrimonio che continuando a ricorrere a ditte esterne, si rischia di perdere”.
Eppure, tanto la sindaca Frontini quanto l’assessora Angiani si sono espresse in termini molto negativi.
“La consulta due settimane fa ha approvato, con Viterbo presente, quindi è stato un voto all’unanimità, la procedura per ratificare una graduatoria d’idoneità. Questo non significa che io domani assumo quaranta persone. Se non ho soldi o non prendo in carico altri comuni, non mi serve nemmeno personale. Non faccio schiantare la società, faccio un passo alla volta. Ma questo loro lo sanno ed è anche scritto. Il piano operativo è in evoluzione, magari fra tre mesi cambia”.
La sindaca Frontini ha parlato di massimo 44 assunzioni assunzioni concordate, da cosa scaturisce questo numero?
“Sui fabbisogni ci siamo riuniti più volte. Era stato stabilito in precedenza. Con una proposta, qualche mese fa mi volevano dare mandato per un avviso per 44 persone, ma non era corretto stabilire a priori la cifra. Se poi non ce la faccio ad assumere? La strada è una procedura aperta, con mandato per una graduatoria d’idoneità. Il numero di assunzioni si stabilisce poi. Nel piano operativo una stima deve esserci. Poi, può essere giusta o sbagliata, dipende da quello che succede, ma dei numeri ci devono stare”.
Eppure, in assemblea dei soci, Viterbo ha votato contro il piano operativo annuale, unico comune a farlo.
“È mai possibile che l’assessore che ha partecipato all’assemblea dei soci è lo stesso che ha partecipato in consulta? In consulta ha detto sì. va bene e in assemblea dei soci ha detto non va bene. Paradossale. Il verbale dell’ultima consulta, appena sarà pronto, verrà pubblicato su tutti i giornali. L’assessore ha addirittura mostrato apprezzamento, sono atti ufficiali, c’è una registrazione. La procedura per stilare una graduatoria è stata votata all’unanimità. Non per approvare un numero, perché un numero oggi non lo conosco”.
Il no al budget dal comune di Viterbo se lo spiega?
“L’assessora al Bilancio in assemblea dei soci mi ha detto che il budget non è obbligatorio. Non è obbligatorio? Io in azienda adotto le regole della pubblica amministrazione. Io sto lavorando in questo momento per dodicesimi, ogni mese approvo il pagamento a tutti i dirigenti. Senza budget come faccio? Eppure, ha detto che non è obbligatorio, si può aspettare. Allora le ho chiesto se lo statuto lo conosceva. C’è scritto che va approvato entro il 30 novembre di ogni anno. E stavolta siamo andati anche lunghi. Si sta confondendo un aspetto operativo, gestionale e di salvezza della società con logiche politiche”.
La situazione del personale in Talete oggi qual è?
“Siamo un pochino stretti. La coperta è rimasta sempre la stessa ed è corta, sono andati in quiescenza pure dirigenti. I sindaci si lamentano perché non siamo più tempestivi come prima. È ovvio, sono entrati otto comuni, anzi sette. Se Talete non prende in carico altri comuni, non ci saranno assunzioni, ma com’è nelle intenzioni, esisterà una graduatoria, che è lì e dalla quale in tre anni io posso attingere”.
L’assessora Angiani in consiglio comunale ha parlato anche della non solvibilità di Talete verso i fornitori, e nonostante questo si vuole assumere. Che situazione c’è?
“Non riuscendo a lavorare con le banche, la nostra unica fonte d’incasso sono le fatture e lavoriamo grazie ai fornitori che ci fanno da banca. Dovendo dare 100, do 10 al mese, così si va avanti. I revisori contabili mi chiedono come faccio a garantire la continuità aziendale. Con i fornitori, se continuano a darci fiducia come hanno fatto in questi anni. Sposto in avanti il debito fresco per pagare quello vecchio. Una banale operazione finanziaria. Se ottenessi dieci milioni di euro da una banca, mi metterei a posto. Non risolverei i problemi di Talete, ma sarei in regola con i fornitori”.
Fortemente contestata e non da oggi, dalla sindaca Frontini, la procedura di cessione quote a un eventuale socio privato. Come la vede?
“La società non riesce a lavorare con le banche, i soci hanno stabilito un capitale sociale bassissimo e non riescono a rifinanziare la società. Qualcuno si chiede come faccio a portare avanti la baracca? Se non c’è un aiuto da parte dei soci, l’unica possibilità è l’aiuto da parte di un partner privato. Non lo dico io perché sono fissato, lo dicono i conti. Per dichiarare la continuità aziendale, Talete ha bisogno di un aumento di capitale. Perché senza continuità aziendale, Talete vale meno di zero. È un dato certo. Se lo fanno i soci a me va bene. Alla società non serve un privato, alla società servono i soldi, per garantire un flusso di cassa. Il ragionamento è semplicissimo. Con l’ingresso dei sette ultimi comuni non siamo riusciti ancora a fatturare, perché abbiamo riscontrato difficoltà, a cominciare dalle banche dati da elaborare. E sono entrati il 31 dicembre Stiamo anticipando le somme, non solo per l’ordinario, ma pure per lavori straordinari”.
L’amministrazione Frontini dice no ai privati e punta sullo studio che è stato commissionato per trovare una sorta di terza via rispetto alla ricapitalizzazione da parte dei soci-comuni o alla cessione quote. Una terza via che il comune di Viterbo vede e lei un po’ meno. È corretto?
“Sono già andato in assemblea e ho chiesto ai soci se volevano fare loro l’aumento di capitale. È stato votato no. La finestra rimane sempre aperta. Io ho la responsabilità di presentare ai soci le varie possibilità. Come per il fabbisogno di personale. Lavoro alla graduatoria, in modo che quando diventa necessario ho la soluzione. Se la si vuole percorrere”.
L’altro giorno il consiglio comunale di Viterbo ha discusso sulla tariffa unica regionale per il servizio idrico, lei cosa ne pensa di questa proposta di legge?
“Dalle simulazioni che ho fatto sarebbe peggiorativa. La tariffa di Talete non è tra le più alte nel Lazio. Roma è più bassa, Viterbo è una via di mezzo, a Frosinone è più alta. Con un’unica tariffa, c’è chi perde e c’è chi vince. Frosinone che la chiede vince. Per l’utenza di Viterbo sarebbe peggiorativa, mi pare che sia più un palcoscenico per dire cose, che altro. Non a caso, il comitato Non ce la beviamo è contrario, magari hanno fatto due conti. Ma una cosa va detta, la tariffa unica non risolverebbe i problemi della società. C’è chi non capisce che oggi se non riesco a fatturare o un fornitore mi fa un decreto ingiuntivo, è finita. Io devo trovare un soluzione adesso, se continuo ad anticipare soldi e non pagano le bollette, i soldi dove li prendo? Gli investimenti che siamo riusciti a fare è grazie al Pnrr o a fondi regionali. Non c’è qualcuno che fa beneficenza a Talete”.
Giuseppe Ferlicca
Articoli: Angiani: “Talete dichiara di non avere capacità di solvibilità verso creditori nel 2023 e vuole assumere 147 persone” – Tariffa unica servizio idrico, buco nell’acqua in consiglio – Il budget di Talete approvato ma Viterbo vota contro
