Soriano nel Cimino – Madonna di Trevignano, parla don Jose Valdo Feitosa, esorcista della diocesi di Civita Castellana e sacerdote della parrocchia di Sant’Agostino a Soriano nel Cimino: “Considerando le apparizioni finora storicamente riconosciute dalla chiesa cattolica, ad accomunare i mistici sono doti come umiltà, prudenza, mansuetudine e semplicità. Tutto ciò che è spettacolarizzazione non ha nulla a che fare con Dio”.
Gisella Cardia – Nel riquadro: Don Jose Valdo Feitosa
Don Jose Valdo Feitosa, di nazionalità brasiliana, è stato raggiunto dai giornalisti di Fanpage.it nella sua casa a Soriano nel Cimino e durante l’intervista ha detto la sua su tanti temi che stanno scuotendo la diocesi di Civita Castellana e, più in generale, la comunità cattolica italiana: soprattutto la vicenda della Madonna di Trevignano e della veggente Gisella Cardia, che sta dividendo l’opinione tra chi la crede una guida spirituale e chi invece un’impostora.
“Non posso esprimermi sul caso di Trevignano Romano, perché al lavoro c’è una commissione diocesana che al momento non ha richiesto il mio intervento – ha detto don Jose Valdo Feitosa a Fanpage.it -. Ciò che posso dire, considerando le apparizioni finora storicamente riconosciute dalla chiesa cattolica, è che ad accomunare i mistici sono doti come umiltà, prudenza, mansuetudine e semplicità. Tutto ciò che è spettacolarizzazione non ha nulla a che fare con Dio. Premesso che la chiesa cattolica non richiede ai fedeli di credere nelle apparizioni, la Madonna se appare in un dato periodo della storia è per confermare l’evento salvifico già operato da Gesù Cristo. In quanto ai messaggi dei veggenti, qualsiasi novità che si discosti dalle sacre scritture è sicuramente falsa”.
Durante l’intervista, il sacerdote ha spiegato che “a volte il diavolo ‘scimmiotta’ ciò che fa Gesù: può fare miracoli, manomettere gli oggetti a suo piacimento, raggruppando più ‘poteri’ insieme per creare un grande caos, che confonde le persone. Ciò che distingue l’agire del demonio da quello di Dio è la virtù: bisogna considerare ciò che un fenomeno soprannaturale comporta, se ha risvolti positivi che conducono ad esempio alle conversioni”.
Il parroco brasiliano ha raccontato di svolgere da diversi mesi l’attività di esorcista per conto della chiesa cattolica. “Il vescovo di ciascuna diocesi è l’esorcista per eccellenza, che può delegare il ministero a sacerdoti di sua fiducia – ha spiegato -. A chi diventa esorcista non vengono richiesti carismi particolari, anche se ci sono alcuni che li possiedono. Deve avere una vita di preghiera e discreta, in consonanza con la vita sacerdotale. Accanto all’esorcista, come accade a Roma e in Sicilia, dovrebbe esserci sempre un’equipe di specialisti composta da psicologi, medici, altri sacerdoti, laici che aiutino nella preghiera, perché prima di tutto un ministero di carità. Una cosa è infatti la guarigione dalle malattie, un’altra la guarigione dalle possessioni demoniache”.
Ma a scanso di equivoci, e per evitare che la gente creda a ciò che si vede nei film, don Jose Valdo Feitosa ha detto che “la magia non c’entra nulla: noi cerchiamo di riportare in comunione con il signore. A contattarci sono spesso persone reduci dal mondo dell’occulto, che si sono rivolte a cartomanti o maghi e che hanno assistito a fenomeni strani, che sfuggono alla loro comprensione. Hanno paura, provano un senso di vergogna e smarrimento, noi cerchiamo di farli tornare a credere in loro stessi”. Il primo approccio è riconoscere se sia semplice autosuggestione oppure se ci sia dell’altro. Ma le possessioni diaboliche sono rare, nei miei dieci mesi di esorcistato finora ne ho trovata solo una”.
Concludendo l’intervista a Fanpage.it, il sacerdote ha ammesso di avere paura: “Sì la paura c’è, i primi tempi mi confessavo molto spesso. Ciò che mi aiuta è tenere sempre a mente che esercito il ministero dell’esorcistato a nome della chiesa, ciò mi dà una grande serenità, perché so di non essere solo. Perché l’obiettivo di satana è quello di “farci perdere” e noi esorcisti siamo degli strumenti, per riportare le persone alla vita sacramentale”.
