Viterbo – Maestra sospesa per maltrattamenti, nei prossimi giorni l’interrogatorio di garanzia.
Non è ancora stata fissata la data, ma in settimana l’insegnante sarà sentita dai pm in merito ai fatti che la vedono sospesa per 12 mesi dall’insegnamento con l’accusa di maltrattamenti.
Maltrattamenti all’asilo – La maestra in aula
Avrebbe insultato i bambini di un asilo della provincia di Viterbo apostrofandoli con frasi come “Scema”, “faccia da c…”,“stai zitta non sei nessuno” urlate a pochi centimetri dal viso. E anche: “Te do na papagna” o “Smettila di piangere che ti butto dove butto i rami secchi”.
Il materiale è stato raccolto dagli inquirenti tramite una telecamera nascosta. Le immagini mostrerebbero dei bambini “quotidianamente vittime delle ire della maestra – spiegano i carabinieri -, che, con i propri atteggiamenti autoritari, aggressivi e violenti, li sottoponeva ad un clima di paura e frustrazione, fatto acuito dalla incapacità, in ragione della loro tenerissima età, di manifestare chiaramente ai genitori le loro sofferenze”.
Maltrattamenti all’asilo – La maestra in aula
Il tutto è nato dalle segnalazioni di alcuni genitori e della dirigente scolastica dell’istituto. In particolare i genitori avrebbero notato comportamenti di malessere e sofferenza nei loro bambini che si mostravano impauriti nel momento dell’ingresso all’asilo o quando dovevano incontrare la maestra.
La donna, a seguito delle indagini svolte dal nucleo investigativo dei carabinieri di Viterbo, è stata interdetta all’insegnamento per un anno e non potrà esercitare la professione in qualsiasi istituto scolastico, pubblico o privato.
Articoli: “Scema” o “Faccia da c…”, così la maestra terrorizzava e maltrattava i bambini dell’asilo – “Aggressiva e violenta con i bambini”, maestra d’asilo sospesa per maltrattamenti
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

