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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Purtroppo assistiamo che quotidianamente si scaricano sul personale di polizia penitenziaria dell’istituto di Viterbo servizi non pertinenti dato che il personale di polizia penitenziaria deve piantonare una paziente – peraltro di altra regione – con problemi psichiatrici con personale maschile in reparti donne.
Se mancano i posti nelle Rems si scarica il problema sull’amministrazione penitenziaria, gravando gli istituti con servizi di piantonamento in ospedale. Tanto a farne le spese e ad essere caricato di responsabilità non proprie – comprimendo diritti contrattuali – resta il personale del corpo di polizia penitenziaria.
Se non si comprende che tale problema non è gestibile dall’amministrazione penitenziaria ma che vi è necessità di aumentare la sanità psichiatrica e aumentare i posti nelle Rems, allora vuol dire scaricare il problema sul corpo di polizia penitenziaria.
La Fns Cisl Lazio è pronta a qualsiasi confronto in sede tecnica e politica ma lo stato dimostri che c’è e che il sistema penitenziario è realmente in grado di garantire sicurezza a chi ci lavora ed alla collettività tutta.
Purtroppo la carenza dell’istituto di Viterbo non aiuta visto che i carichi di lavoro aumentano, anche, per la presenza di detenuti problematici ma soprattutto per la carenza di personale. Attualmente è di circa 80 unità, visto che in tale sede risultano amministrati anche unità del gruppo operativo mobile (GOM).
Purtroppo dobbiamo evidenziare che le promesse di invio di sei unità di personale di polizia penitenziaria si son dimostrate vane dato che l’invio di unità in uscita è maggiore rispetto a quelle in entrata e quindi la carenza resta cronica.
Massimo Costantino
Segretario generale Fns Cisl Lazio
