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Mezzetti come Pertini e Wojtyla…

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25 aprile - Enrico Mezzetti non stringe la mano a Sgarbi

25 aprile – Enrico Mezzetti non stringe la mano a Sgarbi


Viterbo – Se fosse lecito paragonare le cose piccole a quelle grandi, il rifiuto del presidente dell’Anpi viterbese, avvocato Mezzetti, di stringere la mano del sottosegretario professor Sgarbi ricorderebbe almeno due precedenti illustri ad opera di un capo di stato e addirittura di un papa, per di più santo.

Sandro Pertini

Sandro Pertini


Sandro Pertini, infatti, nel 1970 non diede la mano al questore di Milano perché (un po’ come ha argomentato Mezzetti) da un lato non ne apprezzava i comportamenti (e si riferiva alle indagini sull’assassinio del commissario Calabresi). Dall’altro, però, non è improbabile che il rifiuto presidenziale fosse conseguenza della diversa collocazione politica dei due durante il Ventennio: il questore, vicedirettore nominato dal governo fascista nella colonia dei confinati politici delle isole pontine. Pertini lì ristretto perché antifascista.

San Giovanni Paolo II

San Giovanni Paolo II


Nel marzo 1983, poi, fu Giovanni Paolo II a ritrarre la mano di fronte al prete Ernesto Cardenal, ministro del governo rivoluzionario del Nicaragua, alzando invece l’indice ammonitore: “Devi regolarizzare la tua posizione!” perché ne disistimava i comportamenti come sacerdote, ma soprattutto per rendere più chiara, a favore di telecamere, la sua condanna del regime sandinista.

Insomma, strette di mano mancate come messaggi espliciti, articolati e incisivi più di un’accusa verbale diretta o di un comizio a reti unificate.

Al contrario delle strette di mano che invece ci furono, ma riservate, tra due esponenti di primo piano dell’ex fascismo e dell’antifascismo. Cioè, Giorgio Almirante, fondatore del Movimento Sociale Italiano ed Enrico Berlinguer, segretario del Pci. I quali – testimonia anche Antonio Padellaro – si incontrarono più volte, preferibilmente di venerdì pomeriggio, per scambiare informazioni e giudizi. Un’altra stretta fascista/antifascista, ma palese, fu poi quella tra lo stesso Almirante e il capo partigiano Giancarlo Pajetta che lo accolse a Botteghe Oscure quando andò in visita alla camera ardente del leader comunista.

Tra mani rifiutate e mani date, non si possono, infine, ignorare quelle cadute nel vuoto. Come solo un anno fa, accadde all’attuale presidente americano Biden, il quale, finito di parlare, si girò per stringere la mano a chi pensava fosse vicino a lui, ma non trovò nessuno.

Un episodio che ricorda quello immaginato da Fortebraccio nella rubrica che teneva sulla prima pagina de l’Unità a proposito di un ministro Dc, partito che il corsivista conosceva bene essendone stato deputato prima di trasferirsi nel Pci. Il soggetto preso di mira era Filippo Pandolfi tra i più preparati ma anche politicamente più ingenui della Balena bianca, tanto da non riuscire a trovare una produttiva collocazione tra le tante correnti del partito.

Per Fortebraccio, un “mistero, perché non si capisce se sia dei dorotei (una delle correnti) o no. Qualcuno gli è andato dietro e lo ha improvvisamente chiamato: Ehi, doroteo! Era un giovedì e lui si è voltato. Dunque era doroteo. Ma il lunedì successivo, ripetuto il gioco, Pandolfi parve non sentire. Così si è deciso di sottoporlo a una prova definitiva. Mentre dorme gli si mette accanto qualcosa. Se allunga la mano per prenderla, non ci saranno dubbi”.

Insomma, dimmi che fai e ti dirò chi sei. Test sempre valido, quando c’è chi la mano la dà, la rifiuta o non si rende conto di dove la mette.

Renzo Trappolini


– “La manifestazione è stata militarizzata”, fischi e contestazioni in piazza – Mezzetti (Anpi) si rifiuta di dare la mano a Sgarbi


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