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Militare accusato di registrare e spiare la ex, no alla richiesta di rinvio a giudizio per stalking

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Il giudice Giacomo Autizi

Il giudice Giacomo Autizi

Giuliano Migliorati

L’avvocato Giuliano Migliorati

Viterbo – (sil.co.) –  Guai infiniti a causa di una sofferta separazione in seguito alla quale un militare cinquantenne, accusato dalla ex moglie di vari reati, si è ritrovato per ben due volte davanti al giudice per l’udienza preliminare dopo altrettante richieste di rinvio a giudizio da parte della procura della repubblica di Viterbo.

Nel primo caso, finito davanti al gup Rita Cialoni per stalking e altri reati, è stata chiesta l’archiviazione. Nel secondo, discusso giovedì dal difensore Giuliano Migliorati davanti al gup Giacomo Autizi, è stato disposto il non luogo a procedere. Anche alla luce dell’esito positivo per l’indagato del precedente procedimento.

Come detto il militare, superato il primo scoglio, rischiava di finire sotto processo per stalking in seguito a una delle querele sporte dalla presunta parte offesa per fatti avvenuti tra giugno 2019 e settembre 2021 quando, secondo la donna, l’ex marito l’avrebbe aggredita più volte, procurandole anche lesioni personali e minacciandola di toglierle la figlia.

Il militare, secondo Migliorati la vera vittima, avrebbe inoltre registrato la ex a sua insaputa, durante conversazioni in cui venivano affrontati temi delicati, facendole poi ascoltare a “una pluralità di persone”.

“Comportamenti – si legge nell’avviso di conclusione indagini – che l’indagato ripeteva nel tempo nonostante diversi accordi verbali e interventi delle forze dell’ordine, sottraendole altresì l’indirizzo di posta elettronica collegato all’attività della coniuge, nonché il profilo Facebook mediante cambio di password fino a quel momento conosciute solo da lui e dalla parte offesa”. 

Accuse pesanti, tra cui avere dichiarato al personale medico del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle – a seguito di un incidente stradale nel quale era rimasta coinvolta anche la bambina – che la piccola era priva di cintura di sicurezza contrariamente al vero. E poi segnalazioni a carabinieri e guardia di finanza affinché controllassero la regolarità del reddito di cittadinanza percepito dalla ex. Nonché avere innescato un controllo sanitario di natura psichiatrica sulla bambina da parte della Asl di Viterbo, partito da una richiesta apparentemente formata dalla scuola frequentata dalla piccola. 

L’avrebbe inoltre  lasciata senza alcuna somma di denaro, compresi i soldi derivanti dall’allevamento di cani gestito dalla presunta parte offesa, sottraendole sia il profilo Instagram dell’allevamento che quello privato. 

A giugno 2019, in particolare, in piena separazione, avrebbe cercato di impedire, nonostante il malfunzionamento dell’impianto idraulico dell’abitazione familiare, l’installazione di uno scaldabagno. Non solo. Sempre secondo l’accusa, l’imputato avrebbe occupato la stanza che l’ex moglie si era destinata ad uso esclusivo dopo la sentenza di separazione, rompendo la serratura di ingresso. 


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