Madonna di Trevignano – La sedicente veggente Gisella Cardia col marito Gianni |
Trevignano Romano – ” Vendeva miracoli per 30mila euro”. Il marito della “veggente”, Gianni Cardia, secondo il Corriere della Sera, sarebbe stato denunciato dall’investigatore privato Maurizio Cacciotti ai carabinieri della stazione di Colleferro.
Nello specifico, avrebbe raccolto 30mila euro da una persona “attraverso promesse di fatti non avvenuti sempre attinenti alla detta attività miracolistica”. In altre parole avrebbe venduto dei miracoli.
Tutti elementi utili alla procura di Civitavecchia che starebbe indagando sulla coppia.
Cacciotti avrebbe dichiarato di essere “in possesso di un documento bancario che prova che il signor Gianni Cardia si sarebbe impossessato personalmente di 30mila euro inducendo chi glieli ha dati a farlo attraverso promesse di fatti non avvenuti sempre attinenti alla detta attività miracolistica”.
Questi documenti sarebbero stati consegnati ai carabinieri, cui compete verificare i conti correnti intestati alla onlus della Madonna di Trevignano per valutare se vi siano gli estremi per un reato.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
