Bracciano – (sil.co.) – Lago di Bracciano a secco, al via a Civitavecchia il processo penale per disastro ambientale aggravato contro gli ex vertici di Acea Ato 2 del 2017 per il “netto e repentino calo del livello dell’acqua” avvenuto nella torrida estate di sei anni fa.
A luglio dell’anno scorso rinviati a giudizio otto manager su disposizione del giudice Giuseppe Coniglio del tribunale di Civitavecchia, mentre è stata emessa sentenza di non luogo a procedere per gli altri indagati, sette privati cittadini.Titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Delio Spagnolo.
Tra gli otto imputati c’è anche Andrea Bossola, l’ex presidente di Talete, che all’epoca dei fatti faceva parte del consiglio di amministrazione di Acea Ato 2 mentre attualmente è direttore generale di Ama. Gli altri sette imputati sono Paolo Tolmino Saccani, Giuseppe Baisi, Emanuela Cartoni, Annaclaudia Bonifazi, Stefania Stera, Carmelo Intrisano e Marco Rapo.
Vigna di Valle – Il lago di Bracciano in secca nel 2017
Il Comitato per la difesa del lago di Bracciano, parte civile e firmatario dell’esposto dal quale presero le mosse le indagini, sottolinea con l’occasione: “Non dovrà più accadere che una multinazionale che gestisce un bene comune come l’acqua faccia scempio di un bene protetto come il lago di Bracciano offendendo le comunità che lo abitano”-
Parti civili anche Accademia Kronos, Legambiente, Codici Ambiente, oltre a vari comitati locali di comuni limitrofi.
“A sei anni dai fatti – si legge nella nota del comitato – mentre al lago manca ancora circa un metro d’acqua per raggiungere il livello dello zero idrometrico corrispondente all’incile del fiume Arrone, non si ha notizia di alcun investimento di Acea Ato 2 sul territorio e sulla rete idrica, se non quella dell’acquisizione del sistema idrico integrato del Comune di Anguillara e di Canale Monterano del 30 settembre scorso”.
“Ringraziamo espressamente il nostro pool di avvocati – Simone Calvigioni, Francesco Falconi, Mario Lepidi Marco Marianello – che in modo del tutto volontario ha condotto ad una battaglia legale che ci ha dato ragione ai livelli più alti, sia dinanzi il Tribunale superiore delle acque pubbliche che in Cassazione. Ancora una volta ci appelliamo al ministero dell’ambiente a richiedere il risarcimento danni ambientali”.
“La normativa – sottolinea il comitato – prevede che sia l’unico organismo a poterlo fare. Altro appello è rivolto al Comune di Roma, detentore del 51 per cento delle azioni, e ai romani affinché non si schierino più, come è accaduto con la giunta Raggi, a fianco di una multiutility che distribuisce dividendi senza farsi scrupolo di ridurre un lago protetto alla stregua di un mero invaso da sfruttare a piacimento”.
Andrea Bossola
Due denunce e uno stuolo di luminari
Inchiesta chiusa nel 2020, tre anni dopo quel luglio del 2017 in cui le indagini sulla crisi idrica del lago di Bracciano furono affidate ai carabinieri del nucleo operativo ecologico (Noe) di Roma, in prima battuta con l’iscrizione nel registro degli indagati per inquinamento ambientale di Acea Ato 2 Spa e del presidente di Acea Ato2 Paolo Tolmino Saccani. La sede romana della società, in piazzale Ostiense, fu perquisita e furono acquisiti documenti. L’inchiesta ha preso il via da due denunce presentate il 20 e il 21 giugno 2017. Tra le parti offese, non a caso, ci sono anche la presidente del comitato per la difesa del bacino lacuale Bracciano-Martignano Graziarosa Villani e il consigliere regionale del Pd Emiliano Minnucci.
Chi è e quali accuse a Andrea Bossola
Secondo le conclusioni della procura di Civitavecchia, Andrea Bossola, nelle sue vesti di consigliere d’amministrazione di Acea Aro 2 Spa, in concorso con gli altri vertici dell’azienda, merita il processo per avere “da un lato effettuato prelievi idrici in violazione di quanto previsto dalla concessione, in particolare continuando a captare l’acqua del lago sotto il livello di 161,90 m.s.m.; e dall’altro, in violazione della concessione rilasciata ad Acea, non assicurando il mantenimento delle escursioni del livello del lago nell’ambito di quelle naturali, cagionando abusivamente l’alterazione irreversibile dell’ecosistema del lago di Bracciano, area naturale protetta”.
Non un manager qualsiasi. Andrea Bossola, 62 anni, di Roma, si è laureato con lode in ingegneria idraulica all’università di Roma e parla perfettamente inglese, francese e spagnolo. Un dirigente con un corposo curriculum, in cui figurano per l’appunto significative esperienze in Acea, dal 2003 al 2017, con responsabilità crescenti e con esperienze in Asia e in Sud America. E’ stato inoltre consigliere di amministrazione di varie società idriche della Toscana, Lazio, Umbria e Campania.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

