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Caso Hassan Sharaf, chiesto il rinvio a giudizio del procuratore capo Auriemma e della pm Dolce

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Hassan Sharaf

Hassan Sharaf


Perugia –  (sil.co.) – Caso Hassan Sharaf e altri presunti pestaggi a Mammagialla, chiesto il rinvio a giudizio del procuratore capo Paolo Auriemma e della pm Eliana Dolce della procura della repubblica di Viterbo.

Il procuratore capo Paolo Auriemma

Il procuratore capo Paolo Auriemma


Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 328 del codice penale,  ovvero rifiuto o omissione di atti d’ufficio, per l’omessa apertura di un procedimento penale relativamente all’esposto presentato l’8 giugno 2018 dal garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia. 

Viterbo - La pm Eliana Dolce

Viterbo – La pm Eliana Dolce


L’apertura di un’indagine, come è noto, è stata disposta il 20 maggio 2022 dal gip Valerio D’Andria del tribunale di Perugia, in seguito alla mancata apertura di un’inchiesta da parte della procura della repubblica di Viterbo sugli otto casi segnalati in due esposti dallo stesso garante dei detenuti, tra cui quello di Hassan Sharaf.

Secondo il gip D’Andria, dalla denuncia e dai documenti presentati dai familiari di Hassan, si ricavavano “elementi che giustificavano un ulteriore approfondimento di indagine su altre ipotesi di reato”, in riferimento ai presunti plurimi pestaggi ai danni di Sharaf, nonché a quelli che sarebbero stati attuati dalla polizia penitenziaria nei confronti di altri detenuti per un totale di otto casi.

Le parti offese sono il ministero della Giustizia, il garante dei diritti dei detenuti del Lazio e i familiari di Hassan Sharaf.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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