Vignanello – “Mi sono candidato per ridare un futuro di speranza ai nostri ragazzi”. Pietro Paolo Anselmi è candidato sindaco a Vignanello. Sfiderà il sindaco uscente Federico Grattarola. Il 14 e 15 maggio il voto per le comunali che, oltre Vignanello, vedranno andare alle urne anche Sutri, Valentano e Vallerano.
Vignanello – Pietro Paolo Anselmi
Innanzitutto chi è Pietro Paolo Anselmi?
“È una persona che nasce nel gennaio del 1955 da una famiglia di contadini e resta sempre a Vignanello, città che ama. Una persona che ha sempre lavorato fino all’anno scorso quando è andata in pensione. Un lavoratore della Talete”.
Perché ha deciso di candidarsi a sindaco?
“Il paese dove sono nato mi ha dato tutto, mi ha permesso di crescere, lavorare, sognare. Oggi è tempo di restituire, soprattutto alle nuove generazioni. È un dovere storico e civile: riconsegnare ai ragazzi la possibilità di riaccendere la luce del futuro, di avere nuovamente un futuro di speranza. E sta alla nostra generazione farlo. Infine, la mia è una candidatura civica, senza alcun colore politico”.
Il suo principale avversario sarà Federico Grattarola, sindaco uscente. Un candidato molto forte…
“Sicuramente è un candidato forte, ma noi giocheremo la nostra partita fino in fondo e lo faremo per vincere le elezioni. La cosa che mi disturba è che su qualche testata giornalistica viterbese è uscito un articolo in cui si dice che la mia è una lista che ha l’appoggio del consigliere regionale Enrico Panunzi con il supporto dell’estrema sinistra. Con Enrico c’è stima e rispetto, reciproci. Ma questo non significa nulla”.
Vignanello
E Grattarola cosa ha a che fare con quello che ha appena detto?
“Pare che anche lui sia della stessa opinione. Fermo restando che anche di lui si dice che abbia raggiunto un accordo con Fratelli d’Italia a sostegno della sua candidatura”.
Quali sono i punti più importanti del suo programma elettorale?
“Innanzitutto la sistemazione del cimitero cittadino e i parcheggi. Manca poi un’attenzione al quotidiano. Non solo, ma in questi 5 anni l’amministrazione uscente ha fatto ben poco. La città si deve poter risvegliare con un progetto di sviluppo e una visione complessiva del territorio. Il bene per la città non il potere sulla città, ma l’amore per essa e la disponibilità a migliorarla condividendo il tutto con i cittadini”.
Daniele Camilli

