Civita Castellana – Non è passato neppure un anno dall’ultima bonifica, e la Porta Urbica è di nuovo totalmente coperta dai rovi, l’incuria la fa da padrone. Quello che un tempo era uno dei principali accessi alla città, oggi appare nascosto dai rami e dalla fitta vegetazione.
Civita Castellana – Porta Urbica
Era stata ritrovata casualmente durante la realizzazione della cosiddetta Variante Mignolò nel 2014 da alcuni operai, e da subito aveva richiamato l’attenzione degli studiosi, tra i quali l’allora direttrice del Museo Nazionale dell’Agro Falisco De Lucia.
“Ci troviamo senz’altro di fronte a una scoperta considerevole e, per il luogo in cui è avvenuta, stupefacente – commentava De Lucia -. Evidentemente qui doveva trovarsi il principale o uno dei più importanti accessi alla città. E lungo il dirupo doveva esserci anche una strada, probabilmente crollata a causa dell’erosione del tufo”.
Più complicata la datazione del manufatto, probabilmente risalente al periodo dei Borgia, visto che con molta probabilità serviva per collegare il Forte Sangallo con il quartiere alessandrino, edificato nelle vicinanze.
La volta della porta monumentale venne puntellata e messa in sicurezza. Ma di fondi per proseguire gli scavi non ce n’erano, e tutto sembrò cadere nel dimenticatoio.
Una prima bonifica venne fatta nel 2019, quando l’assessorato all’ambiente del tempo, con Angeletti alla guida, fece un’opera di pulizia. Successivamente, ad agosto scorso venne nuovamente riportata all’antico splendore. Ad oggi, è di nuovo tornata nel degrado. I paletti in legno sono appena visibili, questa volta rischia di scomparire davvero.
Giusi De Novara
