Protesta delle tende – L’assemblea degli studenti all’Unitus
Viterbo – “Gli edifici pubblici inutilizzati diventino nuovi alloggi per gli studenti universitari”. La protesta delle tende, partita da Milano e Roma, arriva anche a Viterbo. Con la richiesta di “potenziare il sistema delle case dello studente” avanzata ieri pomeriggio dalla rappresentante dell’università degli studi della Tuscia nella consulta di DiscoLazio, Alessia Galati, durante l’assemblea convocata dalla associazione universitaria PerCorso al complesso di Santa Maria in Gradi.
A simboleggiare la protesta, una tenda da campeggio piazzata all’ingresso della sala dove si è svolta l’assemblea. Con due cartelli a destra e sinistra. “Senza casa, senza futuro”, il primo. “Diritto alla casa è diritto allo studio”, il secondo.
Viterbo – Protesta delle tende – L’assemblea degli studenti all’Unitus
“Quando parliamo di diritto alla casa – ha detto Galati – parliamo di diritto allo studio. Soprattutto in un territorio come la Tuscia dove fare il pendolare è difficilissimo, considerando che i collegamenti con altre città o con i paesi della provincia non sono all’altezza della situazione”.
Viterbo – Protesta delle tende al’Unitus – Alessia Galati
La protesta delle tende, iniziata a Milano ed estesasi a tutto il resto del paese, vede gli studenti universitari protestare contro il caro affitti. Dopo il capoluogo lombardo ragazzi e ragazze si sono accampati anche davanti agli atenei di Roma, La Sapienza e Tor Vergata, al rettorato di Bologna, di fronte alle università di Cagliari, Torino, Perugia, Padova, Pavia, Napoli e Lecce. Le tende sono apparse anche davanti al ministero dell’università e della ricerca. Giovedì prossimo i rettori, alle 8 e mezza di mattina, i rettori degli atenei laziali hanno convocato un tavolo di confronto con le associazioni studentesche e DiscoLazio “per trovare insieme – ha detto Galati – una soluzione concreta al problema”.
Viterbo – Protesta delle tende all’Unitus – Lucia Ferrante
“A Viterbo – ha proseguenti la rappresentante Unitus – ci attestiamo sui 200-250 euro al mese per una stanza. Prezzi ancora sopportabili. Non solo, ma siamo anche l’unica sede universitaria che riesce a garantire una camera degli studentati, 172 quelle disponibili nelle case dello studente del capoluogo, a tutti i vincitori di posto alloggio. Non aspettiamo però che la speculazione arrivi anche qui. Dobbiamo ragionare in prospettiva. Bisogna quindi trovare nuove strutture, utilizzando gli edifici pubblici di proprietà comunale, provinciale e regionale lasciati completamente vuoti. E pare che a Viterbo ci siano circa 2 kmq di superficie pubblica che nessuno utilizza. Palazzi storici e complessi architettonici spesso nel centro storico cittadino”.
Un’esigenza che diventa sempre più stringente “considerando anche il fatto – ha commentato la senatrice accademica Lucia Ferrante – che a partire dal prossimo anno l’Unitus attiverà 6 corsi in lingua inglese, 4 a Viterbo e due a Civitavecchia, che porteranno altri studenti, soprattutto stranieri, in città. Studenti internazionali che vivono le tematiche in questione in maniera molto più amplificata rispetto agli altri”.
Viterbo – Protesta delle tende all’Unitus – Mirko Giuggiolini
Ad intervenire anche Mirko Giuggiolini, studente di giurisprudenza dell’università La Sapienza di Roma. “Un rapporto della Fillea Cgil ha evidenziato che nel Lazio, a fronte di 60 mila studenti fuori sede, ci sono soltanto 2000 residenze pubbliche. Ciò significa che soltanto il 3% trova posto in una casa dello studente. Il resto è costretto a fare il pendolare oppure a trovare una stanza sul mercato privato. A prezzi che a Roma si aggirano attorno ai 500 euro a stanza”.
“Ci siamo organizzati all’improvviso – ha sottolineato Giuggiolini – accampandoci davanti alla Minerva, la statua della Sapienza di Roma che si trova davanti al rettorato dell’ateneo. Un’organizzazione spontanea sull’onda del fermento proveniente da Milano. Abbiamo attirato l’attenzione della stampa nazionale e internazionale. All’inizio c’erano 8 tende, l’ultima notte una trentina”.
Viterbo – Protesta delle tende all’Unitus – L’assemblea degli studenti
“Il problema del diritto ad abitare, legato al diritto allo studio, non si esaurisce infine con la necessità di trovare una stanza a prezzi decenti. In ballo ci sono altre questioni. Gli stipendi dei lavoratori che spesso non riescono a garantire un posto dove dormire ai propri figli, l’assenza di fermate della metropolitana a ridosso delle abitazioni, il che significa lunghi viaggi per raggiungere le aule dove si svolgono le lezioni. Così come il problema delle discriminazioni da parte dei proprietari. Ad esempio discriminazioni di genere, religione, orientamento sessuale, colore della pelle. Calmierare i prezzi è una delle ipotesi. Ma non è la sola. C’è anche l’idea di intervenire sulle agevolazioni fiscali. Tuttavia – ha concluso Giuggiolini – il problema è complesso, per questo abbiamo chiesto e ottenuto un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti per trovare insieme una soluzione strutturale”.
Daniele Camilli





