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Scandalo aeronautica, la difesa del “civile” ai domiciliari: “Un caso emblematico di errore giudiziario”

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Viterbo – (sil.co.) – Scandalo aeronautica, il tribunale della libertà si riserva sull’arresto del “civile” viterbese ai domiciliari per turbativa d’asta e corruzione dallo scorso 18 aprile. “Un caso emblematico di errore giudiziario”, per gli avvocati Giuseppe e Caterina Picchiarelli, che difendono Marcello Corso.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip del tribunale di Velletri, Gisberto Muscolo, che non ha però interrogato il 51enne di Vasanello, dipendente della Orsolini Amedeo Spa, la cui versione è stata fornita al gip Giacomo Aurtizi del tribunale di Viterbo che lo ha sentito per rogatoria.

L’uomo, all’epoca dei fatti responsabile commerciale dell’azienda, nel frattempo, su sua richiesta, è stato trasferito ad altre mansioni. E’ difeso per l’appunto dagli avvocati Picchiarelli.


Carabinieri - Inchiesta corruzione aeronautica militare

Carabinieri – Inchiesta corruzione aeronautica militare


Lunedì 24 aprile, durante l’interrogatorio di garanzia, i legali di Corsi, indagato per corruzione e turbativa d’asta in concorso, hanno documentato come la famosa cucina per la casa di Somma Vesuviana dell’ufficiale sarebbe stata regolarmente pagata e non regalata in cambio di un appalto da trentamila euro per forniture all’aeroporto militare di Grazzanise.

“Iazzetta ebbe effettivamente a recarsi presso il punto vendita di Terni dove individuò lo specifico modello che poteva avere le caratteristiche gradite, concordando prezzo e modalità di consegna. Tutto quel che avviene in sintesi in qualsiasi trattativa commerciale, che riguardi una cucina, un televisore o qualsiasi altro oggetto”, ha ribadito davanti al riesame la difesa.

“Curioso immaginare un corruttore che fattura la presunta tangente”, dicono i difensori di Corsi. Nel 2020 gli investigatori, che erano sulle tracce del tenente colonnello Afonso Iazzetta, la cui posizione è la più pesante essendo l’unico dei 39 indagati ad essere finito in carcere, fotografarono un furgone della Orsolini mentre stava scaricando al cucina presso la casa in ristrutturazione di Iazzetta in provincia di Caserta.

Da lì i sospetti sfociati nella notifica da parte dei carabinieri della misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari.Per ls difesa sono insussistenti i gravi indizi di colpevolezza. “Si assiste a una sorta di presunzione ontologica, ad una sorta di assioma, anzi, a dire il vero a una supposizione, concetti, ovviamente, del tutto inidonei ai fini della privazione della libertà personale”, rilevano i legali. E ancora: “Lo stesso gip riconduce la fattispecie al concetto di verosimiglianza e di intuizione”. 

“Sarebbe stata al contrario sufficiente una semplice verifica in sede di indagini preliminari onde avere contezza certa ed inconfutabile del fatto che non esiste alcuna corruzione e non esiste alcuna utilità, né debita né indebita in favore dello Iazzetta da parte del Corsi”, la conclusione.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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