Santa Marinella – “Schiaffi, pugni e calci: questo non è sport”, la denuncia dell’Asd Calcio Sutri dopo una partita di Seconda Categoria. La rissa, secondo il racconto pubblicato su Facebook dal club viterbese, sarebbe avvenuta al comunale “Ivano Fronti”. Per dovere di cronaca pubblichiamo il racconto dei sutrini, la testata è a disposizione per eventuali altri interventi.

L’Asd Sutri Calcio
“Purtroppo ci troviamo costretti a raccontare quanto accaduto all’“Ivano Fronti” di Santa Marinella e, in particolare, dei gravissimi fatti di violenza perpetrati ai nostri danni – scrive la società viterbese sulla sua pagina Facebook -. Invece che raccontare di una partita di pallone, ci troviamo costretti a scrivere di beceri atti di violenza urbana che nulla hanno a che vedere con lo sport e con il calcio.
Inizia tutto nel secondo tempo, quando alcuni dirigenti della squadra ospitante, stazionati dietro la porta difesa dal nostro Palombi, decidevano di entrare in campo e colpire vigliaccamente con uno schiaffo il nostro portiere girato di spalle e tutto questo mentre gli stessi lo minacciavano di ulteriori conseguenze una volta finita la partita. All’ottantesimo del secondo tempo, sul punteggio di 1-1, un giocatore avversario appena espulso aggrediva sempre di spalle il nostro Davide Casamassa il quale, senza avere il tempo di capire cosa stesse succedendo, veniva ripetutamente colpito da diversi pugni dietro la nuca e, solo il provvidenziale intervento dei compagni di squadra e la mancata reazione da parte del nostro giocatore, evitavano che la situazione peggiorasse e sfociasse in una rissa senza quartiere.
Nel frattempo in tribuna il nostro vice presidente veniva aggredito verbalmente da un “dirigente” della squadra locale per il solo fatto di indossare la tuta di rappresentanza del Calcio Sutri ed essere quindi riconoscibile come tesserato della stessa. Ma la cosa più agghiacciante sono state le argomentazioni per le quali questo “dirigente” sarebbe stato legittimato ad aggredire e minacciare (se mai ci fosse una motivazione plausibile per aggredire qualcuno). Ebbene, a suo dire, noi saremmo stati colpevoli di aver perso tempo e di non aver fatto riprendere il gioco velocemente, di aver giocato la partita quando ormai non avremmo avuto nulla da chiedere al campionato, di essere responsabili per i pugni sferrati dal loro giocatore ai danni del nostro visto l’atteggiamento avuto in campo dallo stesso e, per finire, a causa delle scelte arbitrali ingiuste ai loro danni.
Fortunatamente dopo alcuni concitati minuti il soggetto in questione, visibilmente alterato e fuori di senno, veniva allontanato a fatica da altri tifosi del Santa Marinella rimasti ancora lucidi. Se tutto questo non fosse stato già sufficiente, in realtà rappresentava solo l’inizio della fine. Al triplice fischio finale il direttore di gara visibilmente impaurito veniva costretto a rimanere sul terreno di gioco in quanto giocatori e dirigenti del Santa Marinella, ammassati dietro la rete che delimitava l’area degli spogliatoi, con minacce e insulti di ogni tipo impedivano al giovane arbitro di uscire dal campo. Gli stessi dirigenti e giocatori del Santa Marinella, ancora più arrabbiati e invasati per non essere riusciti ad aggredire l’arbitro, sfogavano la loro frustrazione provando a colpire chiunque dei nostri ragazzi cercasse di rientrare negli spogliatoi ma, ancora una volta, ad avere la peggio era il nostro portiere Domenico Palombi reo solamente di aver giocato una partita magistrale con interventi miracolosi e per i quali veniva violentemente colpito in faccia da schiaffi, pugni e calci che lo costringevano a ritornare sul terreno di gioco per evitare conseguenze peggiori.
Tutta questa assurda situazione perdurava fino all’arrivo delle forze dell’ordine le quali, una volta giunte presso l’impianto sportivo, ristabilivano prontamente la calma con gli stessi giustizieri della notte del Santa Marinella diventare magicamente paceri e nostri grandi amici. A mente fredda possiamo dire che è solo grazie alla calma e lucidità dei nostri ragazzi se la situazione non è degenerata oltremodo e non ci siano state conseguenze più gravi. Per tutta onestà alcuni dirigenti e giocatori del Santa Marinella, fin da subito, si sono resi conto della gravità della situazione e del fatto che alcuni dei loro compagni di squadra ormai erano andati fuori controllo, però tutto questo non ha nulla a che fare con il calcio, tutto questo nel 2023 non è possibile ed accettabile. Per quanto finora raccontato, al fine di tutelare la nostra immagine e l’incolumità dei nostri tesserati a cui va tutto il nostro incoraggiamento e sostegno per quanto accaduto, valuteremo ogni azione a nostra difesa e la possibilità di perseguire nelle opportune sedi gli autori di questi veri e propri reati, perché di questo stiamo parlando.
Auspichiamo che la Lnd, intervenga duramente nei confronti degli autori di questi gesti vigliacchi affinché a costoro sia negato l’accesso all’interno di un campo da calcio per molto tempo. Allo stesso modo riteniamo fondamentale che la stessa Federazione si attivi quanto prima attraverso iniziative multidisciplinari che interessino atleti, noi società sportive e arbitri, al fine di far comprendere le reciproche difficoltà tecniche, sportive e regolamentari a cui siamo soggetti e per una maggiore sensibilizzazione delle parti in causa perché in fondo siamo tutti attori dello stesso spettacolo e no nemici da abbattere”.