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“Servono classi da 18-20 alunni, no classi pollaio”

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Silvia Somigli, segretaria generale della Uil scuola

Silvia Somigli, segretaria generale della Uil scuola

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Servono classi da 18-20 alunni, no classi pollaio”. A dichiararlo è la segretaria generale della Uil scuola di Viterbo, Silvia Somigli.

“La scuola – ha detto Somigli – deve restare fuori dal patto di stabilità e fuori dai vincoli di bilancio. Il principio per sostenere un sistema di istruzione nazionale e di qualità deve basarsi su interventi di natura formativa, dove lo sfondo integratore non può che essere pari opportunità per tutti”.
 
“È necessario dare una risposta a partire proprio dalla dimensione delle classi: 18/20 alunni dovrebbero tornare ad essere uno standard per il nostro paese”. 
 
“Il ministero dell’istruzione – prosegue Somigli – parla con chiarezza di denatalità a breve e lungo termine, quindi è tutta da discutere la soluzione proposta: valutare bene la situazione per giungere  a nuovi criteri di formazione delle classi, revisionando i vecchi criteri di formazione degli organici. Non pensando soltanto ad un mero salvataggio delle cattedre a rischio, ma anche proponendo visioni di più ampie e lungimiranti prospettive che tengano conto della lotta alla dispersione scolastica, grande sfida che attende il mondo della conoscenza e della formazione”.
 
“Le proiezioni sul prevedibile calo del numero di alunni – aggiunge la segretaria generale della Uil scuola Viterbo – era piuttosto prevedibile, ma è opportuno e necessario fronteggiare l’ineluttabile pericolo rafforzando la capacità della scuola di svolgere la sua funzione di ‘Stato’ sempre più impegnativa, specialmente nelle aree più preziose, perché di maggior rischio e disagio e con più evidente emergenza educativa. Questo permetterebbe di abbattere l’eccessiva densità delle classi pollaio, ampliando il tempo scuola per  favorire addirittura  una didattica personalizzata, ovvero vicina alle reali dimensioni di ciascun studente”. 
 
“Ridurre gli alunni per classe sarebbe possibile approfittando appunto della denatalità. Invece si agisce al contrario: è stato innalzato il limite degli alunni per istituto da 600 a 900 con conseguente tagli di organico”.
 
“Se solo si provasse a considerare la scuola determinante per il futuro dell’Italia – conclude Silvia Somigli – il tema della denatalità dovrebbe rappresentare una opportunità e non una penalizzazione o addirittura un problema”.
 
Uil scuola Viterbo

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