Il tribunale di Terni
Terni – Caccia al cinghiale vicino alle case, indagati due cinquantenni. Si tratta di un cacciatore di Amelia e di uno di Narni. Il primo per minaccia a pubblico ufficiale, il secondo per essersi rifiutato di mostrare i documenti d’identità.
L’episodio risale a sabato 27 novembre 2021, gli avvisi di chiusura delle indagini invece sono di pochi giorni fa.
Tre colpi di fucile a distanza ravvicinata e cinghiali in fuga inseguiti dai cani. Erano circa le 13,30 dell’ultimo sabato di novembre di un anno e mezzo fa quando un poliziotto fuori servizio della questura del capoluogo umbro che abita a due passi dal luogo dove qualcuno ha sparato, ad Amelia, sarebbe accorso, seguito da alcuni vicini, per verificare cosa stesse accadendo.
All’esterno un fuoristrada con a bordo il cinquantenne amerino, poi denunciato per minaccia a pubblico ufficiale, il quale sembra stesse richiamando i propri cani. Negando che fosse in corso una cacciarella, all’agente avrebbe riferito di essere impegnato in una attività di esercizio con i propri cani da caccia e con l’utilizzo di mortaretti, di essere titolato a farlo e che se non si fosse allontanato lo avrebbe denunciato.
In attesa dell’arrivo sul posto dei carabinieri, il cui intervento è stato richiesto dal poliziotto, quest’ultimo avrebbe intercettato ancora un fuoristrada, con due uomini a bordo, i quali, rifiutando di esibire i documenti, si sarebbero allontanati invitandolo a “stare attento”.
Nel passato del narnese provvedimenti di divieto di detenzione di armi e munizioni e il mancato rinnovo della licenza da caccia. Nel passato dell’amerino gli stessi provvedimenti, poi revocati dal Tar dell’Umbria.
“Abbiamo chiesto l’interrogatorio del nostro assistito – spiega l’avvocato Giacomo Marini, difensore di uno dei due indagati – per chiarire come si sono svolti i fatti e fornire una corretta ricostruzione degli episodi che vengono contestati”.
