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Torna l’allarme siccità, tra la primavera e l’estate possibili autobotti in 26 comuni della Tuscia

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L'autobotte con l'acqua potabile

L’autobotte con l’acqua potabile


Viterbo – Con i primi accenni di caldo torna l’allarme siccità.

Rispetto all’anno scorso la situazione non è affatto cambiata e secondo l’ultimo bollettino dell’Abdac le notizie sono molto negative.

Nel primo trimestre del 2023, nella Tuscia, si è verificato un “deficit pluviometrico medio” del 20-30% rispetto alle medie storiche degli ultimi 15 anni e già questo è un primo campanello di allarme.

Allo stato attuale – spiegano dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale – sul territorio dell’Ato1-Viterbo si registra un decremento generalizzato delle disponibilità alle fonti, soprattutto per quel che riguarda le sorgenti più profonde, con deficit fino a circa il 50% delle medie storiche. Per quanto riguarda invece le piccole captazioni locali, che stanno al momento manifestando un recupero delle portate disponibili, occorre evidenziare che, in caso di permanenza nei prossimi mesi di condizioni siccitose, nei prossimi mesi primaverili ed estivi si potrebbero manifestare valori minimi di portata prossimi a quelli osservati nel passato anno, con impatti significativi sulla disponibilità idrica da tali fonti”.

Sempre secondo l’Abdac, in caso di permanenza delle condizioni siccitose, tra la primavera e l’estate potrebbe essere necessario attivare il servizio sostitutivo con autobotti in 26 comuni della provincia di Viterbo.

“La popolazione interessata – concludono dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale – potrebbe essere pari a 42mila abitanti. Intanto, sempre sul territorio dell’Ato1-Viterbo, si registrano condizioni di criticità soltanto nella zona del comune di Vetralla rifornita dalla sorgente Cunicchi, per la quale è allo stato in corso il servizio sostitutivo con autobotti con una popolazione interessata di 3mila abitanti”.

Permane, infine, la problematica strutturale legata alla presenza di arsenico e fluoro in molte fonti destinate ad uso potabile, che tende ad aggravarsi in condizioni di minore disponibilità idrica.

Samuele Sansonetti


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