Viterbo – “Venti milioni di euro l’anno per la dearsenificazione, intervengano regione e ministero dell’Ambiente”. La conferenza dei sindaci ha dato il via libera al presidente Ato Alessandro Romoli a fare pressione e ricordare che mantenere i livelli d’arsenico nell’acqua entro i limiti è faccenda seria e costosa. E va sostenuta.
Alessandro Romoli
“Venti milioni – spiega Romoli ai sindaco – sono un ulteriore aggravio su Talete. Da qui la richiesta di provvidenze, per mantenere in equilibrio finanziario la società, assolvendo all’obbligo di dearsenificare.
Se i livelli in provincia sono alti non è responsabilità di nessuno, sindaci o cittadini. Va sostenuta la potabilizzazione e risolta”. Attraverso fondi che portino nel tempo, magari a soluzioni diverse dai dearsenificatori.
Romoli ha avuto il via libera ieri mattina: “Un mandato per incontrare o scrivere a chi assolve a funzioni d’amministratori pubblici, penso ai consiglieri regionali Sabatini, Panunzi e Paterna o ai deputati Rotelli e Battistoni, che rispettivamente presidente e vice presidente della commissione Ambiente alla camera, hanno un ruolo in questo campo.
Andrò a informarli della situazione e chiedere che intervengano”. Su una situazione complessa, come riportata ai sindaci dall’ingegner Giorgi: “Per i potabilizzatori, compresi i comuni con infrazione comunitaria, il costo anno è di 12 milioni di euro, cui va aggiunto il costo per l’energia elettrica, circa 7,5 milioni. Si arriva a circa 20 milioni”. Fin qui, il presente. “Abbiamo predisposto una proiezione, con l’ingresso dei comuni mancanti, da Montalto di Castro a Castiglione in Teverina, Sutri. Ci attesteremo sui 26 milioni”.
Quest’anno sono stati modificati ulteriormente i parametri per la potabilità dell’acqua, introdotti controlli anche per uranio e radon.
Gli investimenti dovrebbero guardare alla riduzione delle perdite lungo la rete. Con un investimento di 5 milioni annui, è stato calcolato che nel tempo si otterrebbe un notevole risparmio nei costi di gestione. E sull’arsenico, è da scongiurare un rincaro delle bollette.
“Senza un intervento, il costo andrebbe a finire nella tariffa – fa notare il sindaco di Bassano in Teverina Maggi – ed è da evitare, per questo occorre che gli enti sovraordinati facciano la loro parte”.
Giuseppe Ferlicca
