Polizia stradale – Operazione Castro
Viterbo – (sil.co.) – Auto rubate ai clienti, non fu riciclaggio ma ricettazione quindi okay all’ammissione dell’imputato ai lavori socialmente utili.
È stata riqualificata ieri nel meno grave reato di ricettazione l’accusa nei confronti del titolare del salone dell’Alta Tuscia sospeso per sei mesi dall’attività durante il lockdown della primavera 2020, quando fu invece arrestato un suo collaboratore originario di Napoli, il 34enne Vincenzo Maresca, poi condannato a tre anni e mezzo con lo sconto di un terzo della pena del rito alternativo scelto dalla difesa.
Maresca avrebbe alloggiato in un bed and breakfast di Canino e sempre a Canino avrebbe avuto rapporti con una piccola concessionaria. “Poi ha cominciato a venire da noi, prima per comprare auto da portare giù, poi ha iniziato anche a portare delle auto da giù, che lasciava nel piazzale, non so se in contovendita”, ha spiegato uno dei testimoni che si sono avvicendati al processo celebrato davanti al collegio.
“Era bugiardo – ha proseguito lo stesso testimone – vendeva dove gli capitava, due auto anche a un carrozziere di Gallese. Non aveva la patente, per cui c’era sempre qualcuno che gli dava un passaggio”.
Sarebbe stato lui a procurargli le vetture poi risultate rubate, per le quali l’imputato, difeso dall’avvocato Samuele De Santis, ha risarcito nel frattempo i clienti, restituendo loro i soldi spesi per l’acquisto di un’auto tarocca oppure dando loro in cambio una macchina nuova.
Polizia – Operazione Castro
Abbastanza per meritare, oltre alla riqualificazione dell’accusa, anche l’opportunità di estinguere il reato con la messa alla prova. Il prossimo 12 dicembre saranno stabilite modalità e tempi del programma, che prevede l’impiego dell’imputato in lavori di pubblica utilità da svolgere al posto della pena.
Nell’operazione Castro furono sequestrati dalla polizia stradale veicoli per un valore superiore ai 300mila euro. Nel corso dell’operazione, inoltre, fu sventata una truffa ai danni di una compagnia assicurativa, che si è costituita parte civile al processo, per una richiesta di un risarcimento danni per un furto mai subito.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

