Viterbo – “Bagnaccio chiuso, una ferita aperta per tutti i viterbesi”. Gabriele Scorza, uno dei gestori dell’area termale (momentaneamente ex) non nasconde la delusione per avere ospitato un importante progetto ministeriale, Green emotion, in un luogo dove l’elemento principe, l’acqua termale, non c’è.
Gabriele Scorza
“Sarebbe statti bello – continua Scorza a conclusione dei lavori – vederlo aperto, magari con i camminatori della Francigena, ma non è possibile”.
Viterbo – Il Bagnaccio chiuso
Vicenda lunga e tortuosa, con un finale amaro. La revoca della concessione mineraria. Tra le soluzioni per arrivare a far scorrere di nuovo l’acqua, un cambio della destinazione d’uso dell’intera area.
Procedura lunga, ma non pare che in un anno a palazzo dei Priori l’area termale sia stata il primo dei pensieri.
“La nostra era una mission sociale – continua Scorza parlando ai ragazzi presenti – qui viviamo un dramma, l’elemento principale era l’acqua che non c’è, anche per preservare un ambiente naturale, le orchidee”. Ai presenti affida un auspicio.
“Speriamo di riaprire nel più breve tempo possibile per ridurre al minimo il danno ambientale. Questa per noi è una ferita aperta, ma credo che lo sia per tutti i viterbesi”.
Giuseppe Ferlicca




