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Banda di truffatori pendolari, boom di raggiri “fotocopia” ai pensionati

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Viterbo – Truffatori seriali e pendolari avrebbero fatto tutti i giorni la spola in auto tra il Lazio e la Campania riuscendo a mettere a segno, tra settembre e ottobre dell’anno scorso, calcolando solo i casi denunciati e risolti, ben 34 colpi tra le province di Viterbo e Roma.

Avrebbero anche filmato le vittime di nascosto con gli smartphone, secondo l’accusa per “documentare” ai capi l’entità dei bottini. A un’anziana sarebbero riusciti perfino a “sfilare” la fede dal dito, col dire che il “malloppo” non era sufficiente. 

Sono i nove napoletani “pendolari della truffa”, specializzati nel raggirare anziani, finiti in carcere all’alba di ieri con l’accusa di associazione per delinquere. Tra i reati contestati anche quello di rapina, perché in un caso la vittima sarebbe stata spintonata dal bandito in fuga. 

Nel video diffuso dai carabinieri che li hanno arrestati si vedono i presunti truffatori spartirsi denaro e gioielli. Alla base dei raggiri i “classici” finti incidenti non coperti dall’assicurazione con cui terrorizzavano le vittime per spiazzarle e convincerle a dare loro in tempi ristrettissimi ori e euro. 

A sgominare la banda, che per le trasferte usava auto a noleggio e si muoveva in batterie composte da due persone, sono stati i militari del nucleo operativo della compagnia di Frascati guidati dal capitano Giuseppe Viviano. Le nove ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state firmate dal gip del tribunale di Velletri, su richiesta della locale procura della repubblica. L’operazione è stata condotta dai carabinieri del comando provinciale di Roma, con il supporto dei colleghi dei comandi provinciali di Napoli e Torino.

Le vittime sarebbero state scelte tramite ricerche su internet o sulle pagine bianche, contattate da “telefonisti” e poi raggiunte da “emissari”.

Il volume di affari stimato, per le truffe compiute in soli due mesi, è di circa 120mila euro in contanti e diverse centinaia di migliaia di euro in oro e altri oggetti di valore. 

La banda avrebbe messo insieme dei veri e propri call center, utilizzando schede telefoniche intestate a prestanome.

Intanto presso il tribunale di Viterbo, nelle prossime settimane, è prevista l’apertura di tre processi per altrettanti casi di truffe agli anziani, i cui autori sono stati identificati e deferiti all’autorità giudiziaria grazie alla denuncia dei malcapitati, la cui prontezza nel rivolgersi alle forze dell’ordine ha permesso in tempi brevissimi a carabinieri e polizia di risalire ai presunti responsabili.


Truffatori di anziani arrestati per associazione per delinquere

Truffatori di anziani arrestati per associazione per delinquere


Boom di truffe fotocopia in tutto il Viterbese:
Mercoledì 1 febbraio, a Viterbo, due insegnanti in pensione di 72 e 78 anni, genitori di un professionista, hanno consegnato 700 euro in contanti, un migliaio di euro in preziosi e la tessera bancomat con cui hanno prelevato altri 250 euro a due 34enne napoletani, poi identificati e arrestati l’8 marzo dalla polizia nel capoluogo campano su disposizione del gip del tribunale di Viterbo. 
Appena l’8 giugno i carabinieri e la polizia locale di Vasanello hanno denunciato tre napoletani per una tentata truffa ad anziani del posto.
Lo scorso 26 maggio la polizia è stata allertata da una signora di ben 102 anni del capoluogo che nonostante l’avanzatissima età non è caduta nel raggiro.
A fine aprile i carabinieri di Montefiascone hanno beccato e denunciato due uomini di 20 e 46 anni che volevano soldi e gioielli da una 77enne sostenendo che la figlia era stata coinvolta in un incidente.
Lo scorso 20 dicembre i carabinieri della compagnia di Montefiascone hanno arrestato in flagranza per concorso in truffa aggravata ai danni di una 80enne un 40enne e una 46enne campani, venuti a Marta con un veicolo noleggiato da una terza persona e riusciti a sottrarre alla vittima 4500 euro.
– Tre napoletani, due donne di 36 e 46 anni e un uomo di 40 anni, sono finiti ai domiciliari lo scorso 17 aprile per altre due truffe messe a segno nella Tuscia. La prima da 18mila euro perpetrata a Marta il 2 dicembre 2022, ai danni di una 83enne, con il trucco del finto dipendente dell’ufficio postale. La seconda invece a Capodimonte il 6 dicembre 2022 col trucco del finto maresciallo dei carabinieri, ai danni di una 90enne che ha consegnato tremila euro ai malviventi.
Il 15 ottobre a Orte i carabinieri hanno denunciato un 27enne riuscito a farsi sganciare da un 61enne 250 euro in contanti e 600 euro prelevati al bancomat con la truffa di un finto incidente alla sorella. 
La mattina del 25 ottobre a Marta una pensionata di 86 anni ha dato 500 euro e alcuni monili a un 19enne, poi intercettato e arrestato assieme all’autista dalla polizia stradale sull’autostrada A1, nei pressi del casello di Cassino, con a bordo la refurtiva. Nel cellulare del 19enne venivano ritrovate le foto delle fasi della consegna dell’oro da parte della vittima.
Un 23enne di Castel Volturno e una 26enne napoletana sono stati denunciati a inizio novembre per una tentata truffa aggravata a una pensionata di Soriano.
Due tentativi nel Viterbese nelle giornate del ponte dell’Immacolata. Due persone sono state fermate per una truffa sventata a Vetralla. Un altro episodio ha interessato Corchiano.
– La mattina del 13 dicembre due sedicenti “maresciallo” e “avvocato” sono stati bloccati dai carabinieri dopo avere tentato di truffare un anziano di San Martino al Cimino che ha però mangiato la foglia e chiamato il 112.
Sempre a dicembre altri due napoletani sono stati denunciati a Soriano, mentre un 47enne anche lui campano è stato denunciato per una truffa commessa il 31 ottobre nel centro dei Cimini. 
Due ventenni sono stati denunciati a piede libero lo scorso 10 marzo dai carabinieri di Montalto di Castro in seguito a una raffica di segnalazioni.

Silvana Cortignani


Truffatori di anziani arrestati per associazione per delinquere

Truffatori di anziani arrestati per associazione per delinquere


– Truffe ad anziani, 9 arresti – In 2 mesi volume d’affari stimato in diverse centinaia di migliaia di euro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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