Viterbo – (g.f.) – Caro vacanze in città balneari e d’arte. A Viterbo mangiare costa salato. Secondo la rilevazione effettuata dal Codacons, si registra un aumento del 15,3%, rispetto a una crescita dei prezzi per il cibo del 6,3% in media.
Ma ci si può consolare con le strutture ricettive. Se Firenze indica un +53%, la città dei Papi fa segnare un -3,1%.
“Sul fronte dei pacchetti vacanza – fanno sapere dal Codacons – il rincaro medio è del +19,2%, ma si spende di più anche per mangiare in bar e ristoranti, con il comparto della ristorazione che ha applicato aumenti medi del +6,7% e punte del +15,3% a Viterbo, +12,3% a Brindisi, +11,5% a Cosenza”.
La vacanza inizia dal viaggio, come ricorda una famosa pubblicità e l’inizio è già da note dolenti. “Un biglietto aereo per un volo nazionale costa oggi il 43,9% in più rispetto allo scorso anno – osservano da Codacons – +42,6% se si sceglie una destinazione europea, +36,8% una meta internazionale. Il trasporto ferroviario rincara del 3,8% mentre benzina e gasolio hanno ripreso la corsa al rialzo”.
Per gli alloggi non va meglio, sempre stando all’associazione dei consumatori. “Le tariffe salgono in media del 13,6% su base annua, con forti differenze sul territorio.
Lo studio del Codacons attesta infatti come siano le città d’arte e le località balneari quelle che fanno segnare veri e propri rincari record. In testa alla classifica del caro-alberghi si piazza Firenze, dove i listini di hotel, b&b e strutture ricettive in genere salgono del +53% rispetto allo scorso anno.
Al secondo posto Palermo (+35,9%), al terzo Milano (+27,7%). Seguono Olbia con +27,2%, Venezia (+25,5%), Roma (+20,9%) e la provincia di Ravenna (+20%)”.
Viterbo si trova nella parte bassa della classifica, con una flessione del 3,1%.
Codacons rileva aumenti anche nei beni alimentari, dai gelati agli aperitivi, alla birra, ma anche bibite gasate. “Una cena in casa a base di pesce costa mediamente l’8,2% in più – continuano dal Codacons – con punte del +15,6% se si ricorre al pesce surgelato.
Non si salva dai rincari nemmeno l’insalata, i cui prezzi salgono del 10,9%, e se si vogliono aggiungere i pomodori, la spesa rispetto allo scorso anno aumenta addirittura del 18,2%”.
Classifica rincari strutture ricettive (aumenti % annui)
Firenze 53
Palermo 35,9
Milano 27,7
Olbia-Tempio 27,2
Venezia 25,5
Roma 20,9
Ravenna 20
Caserta 19,4
Treviso 17,9
Pisa 17,8
Padova 17,3
Lecco 16,9
Bergamo 16,5
Como 16,1
Verona 16,1
Bologna 16
Campobasso 15,9
Brindisi 15,9
Brescia 15,7
Catania 15,1
Napoli 14,9
Pordenone 14,1
Udine 14
Reggio Calabria 13,8
Ferrara 13,6
Genova 13,3
Teramo 13,1
Forlì-Cesena 13
Terni 12,3
Trieste 12,2
Varese 12,1
Arezzo 12
Gorizia 11,8
Modena 11,8
Cagliari 11,8
Novara 11,5
Perugia 11,4
Livorno 11,2
Sassari 11,1
Bolzano 11
Imperia 10,4
Cremona 9,7
Piacenza 9,6
Trento 9,2
Catanzaro 9,1
Belluno 9
Aosta 8,8
Lodi 8,3
Siracusa 8,2
Ascoli Piceno 7,8
Alessandria 7,6
Rovigo 7,6
Bari 7,6
Messina 7,4
Potenza 7,3
Benevento 7,2
Vicenza 7
Lucca 6,2
Pavia 6
Pistoia 5,9
Reggio Emilia 5,5
Grosseto 4,9
Cuneo 4,7
Mantova 4,5
Pescara 4,5
Biella 3,7
Ancona 2,9
Parma 2,7
Massa Carrara 2,7
Vercelli 2,4
Siena 1,7
Avellino 1,6
Cosenza 1,4
Macerata 0,5
Viterbo -3,1
Trapani -4,4
Rimini -7,7
Caltanissetta -8,9
Torino -13,8
