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Viterbo – (sil.co.) – Droga nella camera da letto, coppia a processo per detenzione e spaccio in concorso di cocaina..
L’accusa ha chiesto una condanna a sette mesi di reclusione e tremila euro di multa per ciascuno degli imputati, una 34enne e un 28enne, che all’epoca dei fatti convivevano in un appartamento al secondo piano di un palazzo di via della Cava a Viterbo.
Era il 22 marzo 2019 quando, nel corso di una perquisizione domiciliare, nella camera da letto degli imputati furono rinvenuti 14 involucri di cellophane termosaldati contenenti cocaina, suddivisa in dosi, per un peso di 5,81 grammi.
Secondo l’accusa, inoltre, la coppia di presunti spacciatori avrebbe ceduto “a credito” 0,40 grammi di cocaina a un assuntore che, fermato con la sostanza dopo un incontro con il 28enne, li avrebbe indicati come pusher, dicendo di avere preso accordi per la cessione tramite messaggi e vocali Whatsapp con la 34enne, diventando così supertestimone. La perquisizione ha fatto il resto.
Per l’accusa nessun dubbio sulla detenzione a fini di spaccio e la cessione, per cui è stata chiesta una condanna a sette mesi ciascuno di reclusione nonché al pagamento di una multa di tremila euro.
Di diverso parere l’avvocato Nicol Crocetti, in sostituzione dell’avvocato Luigi Mancini, secondo cui non c’è prova che la droga fosse della coppia, visto che al momento della perquisizione in casa c’era anche la sorella dell’imputata, né c’è prova che il 28enne sapesse cosa stava consegnando e nemmeno che la donna con cui l’assuntore avrebbe preso accordi sia l’imputata.
“In ogni caso – ha concluso la legale, chiedendo l’assoluzione – si tratta di una cessione a titolo gratuito”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
