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“Dovrebbe essere proibito poter decidere cos’è la famiglia e sui bambini…”

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Marco Mengoni

Marco Mengoni

Padova – (f.f.) – “Una cosa dovrebbe essere proibita, poter decidere cos’è una famiglia e decidere sui bambini”. Marco Mengoni in concerto a Padova polemizza contro la procura locale per aver impugnato 33 atti di nascita di figli delle coppie omosessuali perché considerati illegittimi.

Mengoni è in tour per l’Italia. Martedì 20 giugno è stata la volta di Padova, allo stadio Euganeo. Circa 30 mila tra fans e cittadini hanno assistito al concerto del cantante di Ronciglione in trasferta. A metà della serata, la frecciatina di Marco Mengoni alla procura di Padova.

L’artista della Tuscia ha introdotto Proibito, uno dei suoi ultimi brani. Ma lo ha fatto in un modo insolito. Un discorso forte e chiaro dedicato alle famiglie arcobaleno di Padova che in questi giorni hanno visto la loro genitorialità contestata dalla procura.

“È una canzone che parla di una relazione un po’ strana – ha spiegato ai fans -, fatta a tre e un amore non corrisposto… Ho voluto provocare con il titolo di questa canzone perché amore e proibizione non sono parole che vanno d’accordo. Non possono convivere perché non c’è proibizione o limitazione in amore… Mai. 

Dato che siamo a Padova, vorrei aggiungere un’altra cosa – ha detto Mengoni -. Una cosa che dovrebbe essere proibita è poter decidere cosa sia una famiglia e decidere sui bambini”.

Il prossimo 14 novembre, il tribunale civile dovrà decidere se rettificare o meno l’atto di nascita di una bambina di quasi sei anni, figlia biologica di una donna registrata all’anagrafe anche con il cognome della compagna come altro genitore.

“Spero che ognuno di voi trovi l’amore e la felicità che si merita. Spero siate e riusciate ad essere felici sempre e a godere di ogni momento di questa c***o di vita”, ha detto l’artista della Tuscia tra una strofa e l’altra del brano Proibito sul palco.

La procura di Padova, qualche giorno fa, ha deciso di impugnare 33 atti di nascita di piccole creature, frutto dell’amore tra coppie omosessuali perché considerati illegittimi. I neonati delle famiglie “arcobaleno” dal 2017 ad oggi erano stati scritti all’anagrafe dal sindaco Sergio Giordani affinché gli potessero riconoscere gli stessi diritti degli altri.

Durante il backstage, come riporta Tg La7, Mengoni avrebbe detto di “essere totalmente in disaccordo con la procura di Padova”. 

“Mi sembra una cosa disumana – ha sottolineato -, stiamo parlando di bambini, di vite, di emotività soprattutto in un’età delicata. Per me la famiglia è quella che ti insegna a vivere, può essere chiunque famiglia. Io, per esempio, ho ereditato molto da mio nonno. È lui quello che mi ha insegnato a vivere. Famiglia è qualcuno che ti dà amore e ti insegna cosa dovrebbe essere giusto o sbagliato”.

Il cantante di Ronciglione si è schierato per i diritti Lgbtqia+. Di recente, il 13 maggio, il cantante ha portato la bandiera queer all’Eurovision Song Contest alla Liverpool Arena.


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