Viterbo – (sil.co.) – Lunedì è stato sorpreso su una Fiesta rubata in viale Trento, mercoledì è stato immortalato dalle telecamere mentre rubava una Panda dietro piazza del Comune. Ha precedenti per molestie a una minorenne il 72enne arrestato dalla polizia. Dopo una notte ai domiciliari per furto, gli è stato imposto l’obbligo di dimora. Al giudice ha detto che pensava che la macchina fosse la sua. Ma sarebbe da tempo senza patente. E’ accusato anche di ricettazione. Denunciato a piede libero per ricettazione pure il gestore di un negozio di telefonia cui ha venduto per 35 euro due telefonini trovati nella vettura.

Viterbo – La polizia in centro
Due auto rubate in due giorni. È lo stesso 72enne sotto processo per avere molestato una tredicenne che stava portando a spasso il cane al Pilastro il 19 ottobre 2020, l’uomo arrestato mercoledì mattina dalla polizia per il furto di una Fiat Panda in centro e denunciato lunedì per ricettazione dopo essere stato sorpreso, nella giornata di lunedì a viale Trento, a bordo di una Ford Fiesta rubata a Viterbo lo scorso mese di aprile.
Il furto della Panda è stato messo a segno verso le nove di mercoledì dietro piazza del Comune, approfittando della distrazione del proprietario che stava scaricando delle merci nei pressi di un bar e aveva lasciato lo sportello lato passeggeri aperto e la vettura col motore acceso.
A bordo due telefoni cellulari della vittima, che il 72enne si sarebbe affrettato a vendere per 35 euro al titolare afghano di un negozio di telefonia, sempre dentro le mura, denunciato a sua volta a piede libero per ricettazione. Non avrebbe invece toccato il portafoglio, rinvenuto al suo posto nell’abitacolo della vettura, di cui si era tenuto le chiavi dopo averla parcheggiata.
Il 72enne, incastrato dai nitidissimi filmati in technicolor delle telecamere della videosorveglianza, dopo una notte ai domiciliari, è comparso nel primo pomeriggio di ieri davanti al giudice Ilaria Inghilleri che, convalidando l’arresto, ha disposto il solo obbligo di dimora per l’imputato, concedendo all’avvocato Luigi Mancini i termini a difesa per ragionare sull’eventuale scelta di riti alternativi, rinviando all’estate il processo per direttissima.
L’uomo, peraltro da tempo senza patente, si è lasciato interrogare, dicendo che pensava che la macchina fosse la sua. Dopo il furto, a quanto è dato sapere, l’avrebbe parcheggiata vicino a un ufficio postale, non lontano dalla sua abitazione, dove poco più di un’ora dopo è stato rintracciato dalla polizia.
Gli agenti della squadra mobile hanno riconosciuto immediatamente il ladro, in quanto denunciato poche ore prima dagli stessi poliziotti per ricettazione della Fiesta, nel frattempo restituita al legittimo titolare, così come avvenuto per Panda, telefoni e portafoglio.
– Ruba una macchina in pieno centro e rivende i cellulari trovati all’interno
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.