Roma – Incidente a Casal Palocco
Roma – “Incidente a Casal Palocco, il suv viaggiava a 124 chilometri orari”.
È quanto spiega l’ordinanza del gip di Roma con cui ha disposto i domiciliari per Matteo Di Pietro, il ventenne alla guida dell’auto accusato di omicidio stradale aggravato. L’incidente è avvenuto il 14 giugno e ha causato la morte di un bambino di 5 anni a Casal Palocco, a Roma.
Il suv della Lamborghini coinvolto nell’incidente viaggiava a 124 chilometri orari “immediatamente prima dell’impatto”. Il limite di velocità in quel punto è di 50 chilometri orari.
Un autista di un bus Atac ha riferito che la Smart su cui viaggiava il bambino “azionava l’indicatore di direzione sinistro e avviava la manovra di svolta. La manovra effettuata dalla Smart per la svolta in via Archelao di Mileto era stata molto rapida, senza esitazione, cosa che lo induceva a ritenere che la conducente della Smart non avesse visto o non si fosse accorta dell’arrivo della Lamborghini, che a sua volta non aveva tentato di frenare”.
“Il Suv al momento di imboccare Via di Macchia Saponara alle ore 15:38 si fermava – ricostruisce l’indagine di carabinieri e polizia locale, basata sui dati del gps -. Dopo avere imboccato la via riprendeva velocità raggiungendo in soli 14 secondi la velocità di 124 chilometri orari immediatamente prima dell’impatto. L’assenza di tracce di frenata dimostra verosimilmente che la decelerazione improvvisa e rapidissima è stata conseguenza dell’avvistamento dell’auto in prossimità del punto in cui si è verificato l’incidente”.
“Di Pietro ha noleggiato il Suv Lamborghini con l’unico ed evidente fine di impressionare e catturare l’attenzione di giovani visitatori del web – spiega ancora il giudice – per aumentare i guadagni della pubblicità, a scapito della sicurezza e della responsabilità e di conseguenza a procedere a una velocità superiore ai limiti indicati. Tanto più che alcuni dei passeggeri presenti all’interno della Lamborghini avevano più volte invitato a ridurre la velocità”.
