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“Mia sorella è stata molto di più di ‘una morte per amore’: è stata una ragazza complessa, profonda, amata…”

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Viterbo - Due pattuglie della polizia all'ospedale di Belcolle

Viterbo – Due pattuglie della polizia all’ospedale di Belcolle

Viterbo – “Mia sorella non è la sua morte, è stata molto di più. È stata una ragazza complessa, profonda, amata. Che non è mai stata abbandonata. Non vogliamo che i suoi ultimi istanti di vita vengano spettacolarizzati o romanzati per sete di notorietà. Chiediamo rispetto. Chiediamo di poterla piangere in privato, perché è ciò che meritiamo”. A parlare è Mattia Ruggirello, fratello della 24enne Helene morta dopo essere precipitata dalla terrazza del terzo piano.

La tragedia è avvenuta all’alba del 16 giugno, in una palazzina alla Grotticella, poco lontano dal centro della città. Ad accorgersi di lei un passante, che ha immediatamente chiamato i soccorsi. Nonostante la corsa in ospedale per lei, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. 

“In questi giorni è stato detto di tutto – precisa la cugina della 24enne, Clea Benedetti -, cose che non corrispondono al vero e che non sono mai uscite dalle nostre bocche. Non ci stiamo a dover leggere e sopportare ricostruzioni totalmente inventate sui suoi ultimi giorni di vita”.

“Quello che è stato fatto emergere – precisa il fratello Mattia , parlando anche a nome dei genitori, devastati dalla perdita -, è il ritratto di una ragazza che per amore ha deciso di farla finita. Ebbene non c’è nulla alla ‘Romeo e Giulietta’ in questa storia. Mia sorella era molto di più di questo ritratto appiattito e banalizzato che è stato riportato per sete di cronaca e ricerca del particolare a tutti i costi. Era un abisso di sfaccettature, una persona che abbiamo amato e a cui siamo stati vicino fino alla fine. Cercando di capirla ed aiutarla”. 

Oltre al dolore per l’improvvisa perdita, ciò che sta facendo soffrire i famigliari, “è la mancanza di umanità e rispetto” sottolinea Mattia. “Il diritto di cronaca è sacrosanto, ma esiste un limite che non dovrebbe mai essere oltrepassato. Inventarsi ricostruzioni, speculare sulla morte, parlare di cose che non corrispondono al vero sono quel limite. Mia sorella era molto di più di tutto ciò che è stato detto di lei”.

Barbara Bianchi


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