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Morte di “Paolino”: indagati progettista, direttore dei lavori e titolare ditta sbancamento

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Montefiascone - Crollo in via Bandita - Nel riquadro: Paolo Morincasa

Montefiascone – Crollo in via Bandita – Nel riquadro: Paolo Morincasa


Montefiascone – Crollo al ristorante Miralago di Montefiascone, per la morte di Paolo “Paolino” Morincasa sono indagati due tecnici e un imprenditore: il direttore dei lavori, il progettista e il titolare ditta che stava effettuando i lavori di sbancamento. 

I due professionisti iscritti nel registro degli indagati, un atto dovuto per consentire loro di farsi parte attiva nell’inchiesta, sono il direttore dei lavori ovvero il geometra falisco Luca Ferri, 56 anni, assistito dall’avvocato Angelo Di Silvio e il progettista Stefano Frellicca, ingegnere 49enne di Orvieto, difeso dall’avvocato Massimo Morcella. L’imprenditore è invece Adriano Menichelli, 66 anni, anche lui di Montefiascone, titolare della ditta che stava eseguendo i lavori di sbancamento, difeso dagli avvocati Lucio Belardinelli e Francesca Carnicelli.

Le ipotesi di reato messe a punto dalla pm Eliana Dolce, titolare del fascicolo aperto dalla procura della repubblica di Viterbo, sono disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Queste ultime relative alle ferite riportate – nel crollo che alle 11,17 di domenica 18 giugno ha ucciso il noto ristoratore di via Bandita – dallo chef 44enne Massimo Pini, ricoverato all’ospedale di Belcolle.

Intanto oggi pomeriggio, alle ore 17, presso la chiesa di San Flaviano, a Montefiascone, si svolgeranno i funerali di Paolo Morincasa, la cui famiglia gradisce offerte a favore dell’Aido.

Ieri, nel giorno dell’autopsia sul corpo del 72enne, i cui risultati saranno depositati dal medico legale, il professor Matteo Scopetti della Sapienza nominato dalla procura, non prima dei canonici sessanta giorni, tutti e tre sono stati raggiunti dall’avviso di accertamenti tecnici irripetibili, “finalizzati alla ricostruzione dei fatti nell’area sita in Montefiascone in via Bandita di competenza del ristorante Miralago posta sotto sequestro”.

L’incarico sarà affidato dalla pm Dolce all’ingegnere Rodolfo Fugger, che effettuerà il sopralluogo nel primo pomeriggio di venerdì 23 giugno, alle ore 14.30, con la facoltà per i familiari e gli indagati di nominare propri consulenti tecnici di parte.

Parti offese la vedova Paola Foschi di 67 anni e i figli Daniele e Emanuela di 49 e 30 anni, assistiti dall’avvocato Giuliano Migliorati, che ha nominato consulente di parte per l’esame autoptico il dottor Fabio Ricci. 

Gli accertamenti irripetibili sono relativi alla verifica delle autorizzazioni, alla correttezza nell’esecuzione dei lavori, se fossero necessari carotaggi, se ci sono responsabilità del committente, se l’intervento abbia alleggerito il costone, facendo rischiare smottamenti, eccetera.

Da verificare, inoltre, se siano stati effettuati controlli da parte delle pubbliche autorità, alla luce dei tanti camion di materiale asportato dal cantiere nei giorni precedenti.

Il comune nel frattempo, nei giorni del lutto cittadino, ha pubblicato sull’albo pretorio un’ordinanza sindacale, datata 19 giugno, in cui viene intimato agli “eredi” di Paolo Morincasa, “per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità”, di predisporre “opere di assicurazione precedute da una verifica della sicurezza da parte di tecnico abilitato”.

Ordinando inoltre “agli eredi, impersonalmente e collettivamente, del proprietario dell’area”, “per lo smottamento presso il ristorante che il 18 giugno ha coinvolto una sala cantina dell’attività ristorativa adiacente ad un terreno oggetto di lavori di sbancamento”, di “non accedere alla struttura ristorativa stessa compreso il terreno soprastante, apporre il cartello di pericolo ben visibile all’ingresso principale del ristorante, interdire l’accesso a chiunque non sia autorizzato per la realizzazione delle opere della messa in sIcurezza, di procedere al monitoraggio del costone sotto egida di tecnico geologo e di relazionare ogni 15 giorni sul monitoraggio del costone con apposita relazione da trasmettere al settore III del comune”.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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