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Viterbo – “Sono stato nominato referente per i controlli di vicinato a San Faustino, ho a cuore quelle strade e quelle piazze e da anni ormai sono in prima linea per combattere situazioni di illegalità e criminalità. Ancor prima che un ruolo istituzionale me lo richiedesse. Per questo la mia assenza alle riunioni del comitato di quartiere non deve essere interpretata come menefreghismo“. A parlare è Michele Ranucci, fresco di nomina a referente del gruppo di controllo di vicinato a San Faustino. E già bersaglio di diverse critiche. Tra tutte, quelle sollevate martedì sera proprio durante una riunione del comitato di quartiere, l’associazione fortemente voluta da Irene Temperini, per riqualificare e dare nuove prospettive a quella parte di città tra piazza della Rocca e la Trinità. C’è chi lo avrebbe voluto vedere seduto tra il pubblico, durante l’incontro. C’è chi si è chiesto il perché della sua assenza. Come la consigliera comunale Alessandra Troncarelli.
Per Michele Ranucci, le due realtà, quella del comitato e quella dei controlli, hanno un’unica finalità, “il recupero del quartiere di San Faustino”, ma agiscono su due livelli diversi. “Il comitato – precisa -, nasce con lo scopo di organizzare eventi, manifestazioni ed occasioni di incontro affinché si combatta, con la presenza fisica e con attività, il degrado e l’abbandono. I controlli di vicinato, invece, hanno la finalità di segnalare alle autorità qualunque episodio di criminalità o attività che vada oltre la legalità. Temevo che la mia presenza alle riunioni del comitato avrebbe indirizzato il confronto e il dibattito unicamente verso l’operato del gruppo di controllo, verso sicurezza e controlli, togliendo spazio alle proposte e alle iniziative della gente e della Temperini, che con la neonata associazione si sta battendo per occupare spazi e piazze in vista di una rinascita culturale del quartiere“.
Una fervente attività che per Ranucci non deve essere in alcun modo oscurata da quella del gruppo di controllo. “Per me sono due cose diverse e non si devono sovrapporre. Per questo non ho preso parte alle riunioni. Se decidono di organizzare un incontro in cui parlare dei controlli e del lavoro che stiamo svolgendo, sarò il primo a partecipare. Basterà dirmi data e luogo e ci sarò. Senza alcun problema”.
“Ad oggi – sottolinea -, il mio ruolo è quello di referente del gruppo di controllo ed è nel mio più assoluto interesse parlare di quanto sia già stato segnalato alle forze dell’ordine e delle azioni messe in campo. Ma organizzare eventi e manifestazioni non mi compete”.
“Forse – e conclude -, ho male interpretato la figura del comitato…”.
Barbara Bianchi
– Assessore Antoniozzi: “A Viterbo vogliamo 10, 100, 1000 comitati di quartiere… l’amministrazione senza i cittadini non è niente”


