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Parroco smaschera banda del finto bonifico, quattro alla sbarra per truffa in concorso

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Civita di Bagnoregio - La chiesa di San Donato

Civita di Bagnoregio – La chiesa di San Donato


Bagnoregio – (sil.co.) – Provano a truffare il parroco della chiesa di San Donato, a Civita di Bagnoregio, ma il religioso non ci casca e finiscono a processo. Quattro gli imputati di truffa in concorso comparsi ieri davanti al giudice onorario Silvia Bartollini del tribunale di Viterbo.

Vittima, padre Luca Viberti, che li ha smascherati. Presunti truffatori un 57enne originario del Marocco e tre italiane di 59, 39 e 31 anni. La 39enne e la 31enne difese dall’avvocato Alberto Parroccini del foro di Viterbo. 

I fatti risalgono a novembre 2018 quando il religioso, appartenente all’ordine “Fraternità della Santissima Vergine Maria”, fu chiamato sulle utenze del convento da un uomo che, spacciandosi per un impiegato delle poste, lo informava dell’esistenza di un bonifico bloccato di 22.500 euro disposto dal comune.

Per poterlo ritirare, secondo l’interlocutore, sarebbe stato necessario che l’ordine religioso versasse 2500 euro su una carta PostePay e ulteriori 2000 euro su un’altra carta PostePay, dandogli il nominativo e il numero di telefono di una terza persona, un collega che si sarebbe occupato materialmente dei bonifici.

Non appena terminata la conversazione, per rendere ancora più credibile il raggiro, il religioso sarebbe stato chiamato, sempre sulle utenze del convento, da una sedicente “dottoressa” del comune di Bagnoregio.

Era il 20 novembre di cinque anni fa quando, invece di provvedere a fare i due versamenti per un totale di 4500 euro richiesti, il parroco ha allertato le forze dell’ordine.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 

 


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