Viterbo – “I progetti imposti in maniera autoritaria falliscono”. Lo ha detto Maurizio Errigo a Emanuele Aronne. Il primo è professore di urbanistica alla facoltà di architettura dell’università La Sapienza di Roma. Il secondo è assessore alla qualità degli spazi urbani del comune di Viterbo.
Entrambi sono intervenuti domenica scorsa nella sala Lazio innova di Valle Faul dove Errigo ha presentato uno studio realizzato dalla Sapienza “per una Viterbo accessibile”. Una ricerca che l’ateneo romano ha messo a disposizione della città e che ha visto impegnati sul campo 200 studenti.
Lo studio si intitola “Psycho urbanism. Città, cura dello spazio e inclusione sociale”, ed è stato finanziato dal Programma nazionale per la ricerca.
Maurizio Errigo dell’università degli studi La Sapienza di Roma
Una ricerca che a un certo punto ha scatenato Aronne che, in jeans e maniche corte, è salito sul palco e ha detto: “dopo un’ora di quello che ho sentito è giusto che parli anche l’amministrazione. Un’amministrazione che ci permette di dialogare su queste cose. Però, sinceramente, i toni non mi sono piaciuti, semplicemente perché l’analisi, che mi aspettavo approfondita, è stata un po’ fuorviante. Ho sentito cose interessanti e altre non vere”.
Di fatto ha banalizzato un progetto durato anni e portato avanti dalla Sapienza con 19 gruppi di lavoro e, per l’appunto, da 200 studenti. Il tutto secondo uno schema che la giunta della sindaca Chiara Frontini sembrerebbe ripetere ad ogni occasione d’incontro. Da quello con i commercianti, di qualche tempo tempo fa, a quello su piazza della Trinità, più recente. Fino a domenica scorsa. In sintesi, si può dire o scrivere ben poco in contraddizione alle logiche amministrative. Se uno lo fa, allora quella cosa l’ha già detta o la farà anche l’amministrazione, ma ancora non si vede. Oppure, se proprio non rientra nelle grazie di chi governa la città, non viene presa in considerazione o attaccata. Dall’alto dello scranno su cui si siede.
Il risultato di domenica? L’ha scritto lo stesso Errigo sulla sua pagina Facebook: “Se serve anche solo ad innalzare il dibattito abbiamo fatto centro. Il prossimo anno, anzi nei prossimi anni, però lavoreremo in provincia. In futuro, vedremo, forse ritorneremo a Viterbo”.
Uno studio, quello della Sapienza, che a Viterbo ha individuato 120 nuovi posti auto tra porta Romana e le Fortezze, ha proposto zero auto per Pianoscarano, dirottando le macchine nell’area camper (70 posti) e davanti alla Croce Rossa (20). In via Carlo Cattaneo ha invece ridisegnato l’area nei pressi delle scuole con marciapiedi più larghi e un parcheggio con 160 posti auto a Santa Maria in Gradi. Una analisi partita da situazioni reali, coinvolgendo diverse associazioni del territorio. Tra i vari progetti si parla di creare una rotatoria all’incrocio della Camera di commercio, oggi caratterizzato da un tasso di incidentalità molto alto.
Viterbo – L’assessore Emanuele Aronne
Per Aronne, però, “raccontare il trasporto pubblico viterbese senza raccontare da dove parte è un errore di metodo che non è accettabile. Noi non abbiamo un trasporto pubblico. Dire che la gente non prende il trasporto pubblico, se noi non abbiamo un trasporto pubblico, è qualcosa che non sta in piedi”
“Ho sentito parlare di una rotonda alla camera di commercio – ha poi aggiunto l’assessore -. Tecnicamente è irrealizzabile, a norma di legge. Prima di fare questi progetti bisogna approfondire le cose”. Dopodiché, la sterzata sui fondi del Pnrr, i cui lavori stanno creando non pochi problemi in tutto il centro storico. “Sono stati messi a terra 100 milioni di euro, di cui 66 del Pnrr. I parcheggi di cui parlate sono già in essere, si stanno realizzando”. Per poi chiudere il proprio intervento affermando: “La dialettica che ho sentito, non è una dialettica corretta”.
Un atteggiamento, quello di Aronne, che non è piaciuti nemmeno al pubblico presente. C’è stato anche chi gli ha chiesto: “Ma tu chi sei?”, costringendo l’assessore a presentarsi dopo qualche minuto che stava parlando senza prima aver detto chi fosse. Qualcun altro gli fa invece notare che “la dialettica non è la ragione delle cose. Non sei il signore dell’analisi”.
C’è anche chi ha sottolineato, come Veronica Aneris, abitante del centro storico ed esperta di politiche dei trasporti, che, a quasi un anno dall’insediamento della giunta Frontini, “a via Marconi le macchine continuano a parcheggiare lungo la strada, a piazza Dante attorno alla fontana medievale e lungo via Mazzini in doppia o tripla fila, così come la zona di porta della Verità, dove ci sono tre complessi scolastici, continua ad essere una camera a gas”.
Viterbo – L’incontro di domenica scorsa a Lazio Innova
A chiudere il discorso è stato infine lo stesso Maurizio Errigo. “Abbiamo sempre detto che la città di oggi è l’esito di 30 anni di incuria. Voi siete qui da un anno e sicuramente avete delle idee per poter fare qualcosa. Stiamo aspettando che queste idee e questi progetti vengano fatti. Molti progetti del Pnrr non li abbiamo perché non filtrano, non arrivano. I cittadini devono essere ascoltati nel processo partecipativo prima del progetto, non a valle dello stesso. La condivisione degli obiettivi è utile a tutti. Altrimenti, assessore, i progetti imposti in maniera autoritaria falliscono. Voi avete l’atteggiamento giusto, però purtroppo vi siete un po’ chiusi”.
I progetti vanno condivisi. Quello che però sembrerebbe non avvenire. “I progetti – ha concluso infatti Errigo – vanno condivisi nella maniera più partecipata possibile. I progetti sulla mobilità sanciscono la vita e la morte del centro storico, e se non risolviamo l’accessibilità allo stesso noi lo uccidiamo. E siccome voi avete in mano la vita della città, voi avete l’obbligo di condividere questi progetti. Un progetto autoritario è cosa ben diversa da un progetto autorevole”.
Daniele Camilli


