
Francesco Accettone
Civita Castellana – Lo sport è integrazione, ma in certi casi anche una cura.
Uno degli ultimi bellissimi esempi viene da Civita Castellana dove in mezzo a tanti atleti di successo spicca Francesco Accettone.
Poco più che maggiorenne, Francesco è un ragazzo speciale che pratica sport in maniera costante ed è specializzato nel nuoto. Una disciplina, quest’ultima, che gli ha dato l’enorme soddisfazione di vincere ben due medaglie d’oro alla sua prima partecipazione agli Special olympics.

Francesco Accettone con Gianluca Mancini e Lorenzo Pellegrini
La sindrome di down, purtroppo, non permette a chi ne è affetto di avere una socialità normale ma per Francesco il problema è in parte compensato dall’amore di una famiglia che lo segue in tutto e per tutto. Papà Marco, insieme agli altri due figli, è costantemente impegnato nella crescita sportiva dell’atleta che a Viterbo è seguito dalla ViterSport ma si allena anche in maniera autonoma nella piscina di Ronciglione.
Oltre alla famiglia, dunque, lo sport. Una sorta di cura per una vita che logicamente è più difficile di altre ma è comunque bella, intensa e piena di impegni.

Francesco Accettone
Marco Accettone, la “prima” di Francesco agli Special olympics è stata entusiasmante.
“È vero. Ha vinto due ori ed è riuscito ad abbassare il tempo dei campionati Promozionali di Fermo. Nel libero è passato da 43”8 a 41”1. Ho altri due figli: uno giocava a calcio e l’altra pratica karate con le fiamme oro ma assistere a questa vittoria è stata una cosa ancor più speciale”.
Francesco ha praticato anche altri sport?
“Sì. Essendo affetto da sindrome di down i medici ci hanno consigliato di fargli provare più situazioni per dargli la possibilità di avere un approccio con più discipline e più persone. Tra le tante cose ha praticato hip hop e zumba ma ha anche partecipato a due edizioni della Spartan race a Orte”.
È anche un grande tifoso della Roma.
“Sì, è un tifoso sfegatato. Ha dei tatuaggi della Roma e non si perde nessuna partita. È stato invitato a Trigoria e all’Olimpico. Ha conosciuto alcuni calciatori e Pellegrini gli ha anche inviato un messaggio. È innamorato pazzo della Roma”.

Francesco Accettone con Stephan El Shaarawy
Ci sono altre gare in programma o si riparte a settembre?
“L’estate è in arrivo e le gare finiscono. Si ricomincia a settembre con gli allenamenti e nei mesi successivi con le gare. Tra le principali ci sono i campionati regionali”.
È impegnativo seguire il percorso di un atleta speciale?
“A un certo punto, logicamente, il ragazzo deve prendere una strada e scegliere la disciplina che preferisce perché non si può fare tutto. Francesco pratica nuoto da quando aveva quattro anni e ha scelto quello. È impegnativo perché va seguito e accompagnato ma io e i suoi fratelli ci dividiamo con il giusto equilibrio”.
Quante volte si allena?
“Ben quattro volte a settimana: due a Viterbo grazie alla ViterSport di cui fa parte, due nella piscina comunale di Ronciglione. Purtroppo Civita Castellana non ha un impianto e quindi ci dobbiamo spostare”.

Francesco Accettone
Va da sé che per la vita di Francesco lo sport è fondamentale.
“Certo. I ragazzi come lui, purtroppo, vedono soccombere quella che può essere la vita quotidiana. Francesco ha 19 anni ma non esce con gli amici, non si incontra con i coetanei per l’aperitivo e a questo punto lo sport diventa una guida essenziale. Oggi l’associazione Vivi Civita gli ha organizzato una festa e giovedì è stato invitato in comune. Lui è felicissimo”.
Quanto è importante l’integrazione per i ragazzi diversamente abili?
“È tutto. Devo dire che noi siamo stati molto fortunati. Mio figlio frequenta il quarto superiore e ha sempre trovato insegnanti molto brave che gli hanno voluto bene. E i ragazzi con la sindrome di down lo percepiscono se una persona gli vuole bene. Pensa che Francesco è disperato perché la scuola e finita non vede l’ora di tornarci. Dopo la vittoria agli Special olympics i suoi compagni lo hanno fatto entrare in classe per ultimo e gli hanno fatto un applauso. È una cosa organizzata, noi lo sappiamo e lui no, ma è un grande esempio di inclusione”.
Samuele Sansonetti