Narni – Carabinieri, denunciato nipote di un novantenne per tentata rapina aggravata e furto nella casa del nonno.
“I carabinieri di Narni, al termine di indagini avviate agli inizi del mese di maggio – spiegano i carabinieri in una nota – a seguito della presentazione di una denuncia per furto sporta da un novantenne, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Terni, per tentata rapina e furto in abitazione, un giovane narnese 19enne già conosciuto alle forze dell’ordine, nonché nipote del denunciante.
I carabinieri di Narni intraprendevano una certosina attività informativa interrogando tutte le persone che potevano riferire circostanze in merito ed accertando che in precedenza, ovvero alla fine del precedente mese di aprile, il 19enne denunciato e il fratello più grande erano venuti alle mani in casa del nonno, senza che alcuno, però, ne denunciasse l’accaduto. Quel giorno era intervenuto anche il 118.
Veniva accertato che il nipote denunciato si portava presso l’abitazione dei nonni, nelle campagne di Narni, con cadenza periodica, per depredarli dei loro beni approfittando della loro assenza e, più spesso, della loro comprensione. L’azione del giovane veniva interrotta però dal fratello maggiore del ragazzo, convivente con i nonni che, alla fine del mese di aprile lo aveva sorpreso nell’abitazione mentre tentava di asportare beni per alcune centinaia di euro.
Il fratello maggiore, in quel frangente, tentando di impedire l’ennesimo furto, veniva aggredito fisicamente dal denunciato, che lo minacciava con un coltellaccio da cucina trovato in casa. Dopo una prolungata colluttazione, il giovane si dava alla fuga senza riuscire nel suo intento.
Appreso ciò, il novantenne decideva di non coprire più i misfatti del nipote violento, denunciando il furto di preziosi e vari beni, per un valore di oltre mille euro”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
