Viterbo – “San Pellegrino in fiore diventi denominazione del comune”. Attualmente è di proprietà dell’associazione che per tanti anni ha portato avanti la manifestazione, ma i titolari hanno manifestato la disponibilità a cederla e in consiglio comunale pure Alvaro Ricci (Pd) aveva sollecitato la sindaca Chiara Frontini, per comprendere le intenzioni.
Viterbo – San Pellegrino in Fiore 2018 – Piazza San Lorenzo
Adesso “l’esortazione” parte dalla giunta che dà mandato al primo cittadino: “Di mettere in atto tutte le azioni necessarie affinché la denominazione San Pellegrino in Fiore possa essere liberamente utilizzata dal comune nei limiti delle proprie finalità istituzionali, da utilizzare per la propria comunicazione istituzionale”.
Gli uffici dovranno individuare le procedure. Una cessione, da comprendere se sarà a titolo oneroso, comunque non dovrebbe trattarsi di una grande cifra, o gratuito.
Un’iniziativa che per l’amministrazione Frontini rientra fra quelle per promuovere l’immagine culturale della città e recuperare le tradizioni.
San Pellegrino in fiore ha caratterizzato i tre giorni tra la fine di aprile e il primo maggio dal 1987 al 2019: “Ha rappresentato – si legge nella delibera d’indirizzo – un’importante occasione per valorizzare il centro storico di Viterbo, attrarre turisti e appassionati e promuovere la bellezza del quartiere medievale grazie all’integrazione fra gli allestimenti floreali e lo scenario del quartiere medievale caratterizzato da scorci suggestivi e da l’austero colore del peperino”.
San Pellegrino in Fiore, come denominazione: “Può essere utilizzata per connotare prodotti che il comune può utilizzare per la propria comunicazione istituzionale o per caratterizzare eventi che patrocinati o gestiti dal comune”.
Giuseppe Ferlicca
