
Montefiascone – L’incendio in via Tagliamento – L’intervento dei vigili del fuoco
Montefiascone – (sil.co.) – Rogo di via Tagliamento senza innocenti né colpevoli. E’ finito ieri con la prescrizione il processo per il devastante incendio divampato a Montefiascone verso le 10,30 del 9 settembre 2015 nella ex scuola trasformata in condominio al civico 12 dell’arteria situata nell’immediata periferia di Montefiascone.
Disastroso il bilancio: nessuna vittima, ma su un totale di 28 appartamenti, 8 andarono completamente distrutti, le mansarde al quarto piano, mentre non riportarono danni strutturali i piani sottostanti, ma tutti gli impianti finirono fuori uso. Ventotto famiglie furono sfollate e aiutate con una raccolta fondi. L’intero fabbricato fu dichiarato inagibile dai vigili del fuoco, interamente evacuato e sequestrato dalla procura.
Diciotto le parti civili tra condomini e amministratore, parte dei quali difesi dall’avvocato Angelo Di Silvio. L’assicurazione avrebbe risarcito i danni solo in parte. Alla sbarra uno solo dei due imputati, il geometra figlio di un’inquilina difeso dall’avvocato Giovanni Labate.
Fuori dal processo il titolare della ditta, un artigiano edile, che stava facendo i lavori di ristrutturazione nel palazzo di quattro piani, la cui posizione è stata stralciata un anno fa in seguito alla nullità del decreto di citazione a giudizio, non essendo stato interrogato durante le indagini preliminari, come espressamente chiesto in due memorie dall’avvocato Floriana Clementi.

Montefiascone – Incendio palazzo via Tagliamento 12
Il fuoco, partito dal tetto, ha letteralmente divorato le mansarde e ci sono voluti tre giorni perché i vigili del fuoco riuscissero a domare anche gli ultimi focolai. Dopo sei mesi, nel marzo 2016 furono tolti i sigilli, ma prima di poter rientrare a casa gli inquilini hanno dovuto aspettare 3-4 anni.
L’allarme fu lanciato da un operaio che stava effettuando una riparazione sulla copertura dell’edificio. Una squadra di vigili del fuoco che già si trovava a Montefiascone, impegnata in un intervento di rimozione di alberi pericolanti, si è subito recata sul posto. Dopo circa 4 minuti, i 5 uomini della prima partenza si sono trovati davanti alla palazzina, con il fumo e le fiamme che già uscivano da vari punti del tetto.
Durante le prime 12 ore di intervento sono state impegnate 21 persone, compresi i vigili del comando di Roma e Terni, e 8 mezzi: 2 Aps (Auto pompa serbatoio), 2 Abp (Auto botte pompa), 2 autoscale, 1 piattaforma, 1 carro autoprotettori.
L’edificio, derivato dalla riconversione di una vecchia scuola, presentava un quarto ed ultimo piano composto da otto appartamenti, con il tetto e le pareti esterne costruite completamente in legno lamellare, elementi isolanti e, infine, lamiera ondulata come copertura finale. Proprio da quella lamiera stavano uscendo fiamme e tanto fumo nero, da molti punti dei circa 600 metri quadrati di struttura.
In attesa dell’autoscala che sarebbe arrivata da lì a qualche minuto, i vigili del fuoco hanno utilizzato la piattaforma della ditta che stava facendo i lavori. Sono saliti fino a quanto ha permesso il piccolo mezzo ed hanno iniziato a gettare acqua sulla copertura, mentre il capo squadra, valutando la situazione, si rendeva conto che ormai si trattava di un incendio generalizzato.
Nel frattempo, il vento di tramontana stava accelerando e favorendo l’avanzata del fuoco. Alla centrale di Viterbo viene subito richiesta un’autobotte, in modo da poter rifornire di acqua il mezzo che già stava lavorando. Intanto arriva sul posto l’autoscala a cui viene collegata la tubazione predisposta nel frattempo dai vigili, per poter così gettare acqua dalla lancia montata sul cestello. A quelle pressioni però l’acqua a disposizione basta per pochi minuti e quindi è necessario sollecitare l’invio dell’autobotte, il cui arrivo c0nsente di fare la spola tra l’idrante più vicino e il mezzo da rifornire.
Ma 9 vigili del fuoco non bastano per le proporzioni e la velocità dell’incendio, serve una seconda autobotte, quella appena arrivata non è sufficiente. E serve anche una seconda autoscala, che viene richiesta al comando di Roma. Viene quindi mandata una piccola piattaforma da Montelibretti, con 2 operatori vigili del fuoco, per mezzo della quale si potrà provare ad attaccare il fuoco dalla parte opposta del tetto.
Sul posto sta arrivando anche la partenza di Gradoli, con altri 5 vigili del fuoco. Finalmente si riesce a rimuovere qualche lamiera ed entrare negli appartamenti. A questo punto però non bastano più le bombole di aria compressa per gli autorespiratori, servono quelle di scorta dalla centrale. Alla fine della giornata si conteranno circa 40 bombole consumate.

Montefiascone – L’incendio in via Tagliamento – L’intervento dei vigili del fuoco
Il lavoro procede senza interruzione per qualche ora, poi si decide di far arrivare un’autoscala dal vicino comando di Terni, con 3 persone, in sostituzione della piattaforma di Roma. Ormai è pomeriggio e l’incendio è sotto controllo, ma il timore è che il fuoco possa attaccare anche gli appartamenti dei piani sottostanti. I vigili del fuoco riescono ad aprire la maggior parte delle porte del terzo piano e, quella che era solo un’ipotesi temuta, si mostra reale. Il fuoco stava infatti iniziando ad attaccare i listelli in legno del soffitto di almeno un paio di appartamenti. Come se non bastasse, il fumo stava cominciando ad uscire anche dai garage, 4 piani sotto.
Nel tardo pomeriggio la situazione è ormai totalmente sotto controllo, ma bisogna ancora estinguere i tanti piccoli focolai presenti, anche all’interno dei cavedi degli impianti. Nel frattempo, intorno alla palazzina, i proprietari degli alloggi chiedono ai vigili del fuoco di poter entrare per recuperare gli effetti personali dagli appartamenti ancora salvi. A rotazione, gli uomini del comando, dopo avere accertato le condizioni di sicurezza, li accompagnano negli alloggi.
Trascorse circa 11 ore, i primi vigili del fuoco intervenuti ricevono il cambio dai loro colleghi del turno notturno, che avranno il compito di continuare il lavoro e programmare i prossimi passi. La mattina seguente verrà richiesto l’aiuto del nucleo regionale Saf (Speleo alpinistico fluviale), per calarsi dall’alto e provare a smontare quante più lamiere possibili. Solo così ci si potrà assicurare di avere spento completamente il fuoco.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.