Viterbo – “Chi sta a San Faustino non ha la percezione di vivere tranquillo”. Dopo i disordini di domenica sera, ieri al comitato di ordine e sicurezza pubblica in prefettura c’erano pure i rappresentanti dei residenti.
Hanno raccontato il loro stato d’animo. Com’è stare a contatto, anzi dentro una situazione che come quattro giorni fa per poco non esplodeva.
Lo scontro è stato evitato, ma la tensione era ed è rimasta alta.
San Faustino non è il Bronx, la parola è stata evocata durante la riunione, ma c’è comunque disagio.
Nonostante le forze dell’ordine abbiano incrementato la presenza in zona, più controlli, più passaggi. Come la sindaca Frontini ha ricordato, pure a piedi, a San Faustino e nell’intero centro storico.
Alla riunione con il prefetto Cananà, oltre al questore Vinci c’erano tutti i vertici locali delle forze dell’ordine.
“Quanto accaduto domenica sera – ha sottolineato il prefetto al termine dell’incontro – non va sottovalutato e non resterà impunito. Il rispetto delle regole è alla base dell’ordinata convivenza civile e non è in discussione”. Precisando come: A San Faustino non mancano i problemi, ma la situazione della sicurezza pubblica è ampiamente sotto controllo. Il quartiere è tra i più presidiati del capoluogo. I servizi di polizia sono costanti e incisivi e lo saranno anche in futuro con il concorso di risorse aggiuntive, ove le circostanze lo rendessero necessario”.
In zona, la polizia effettuato arresti per spaccio. È scattato il primo Daspo Willy. Ma quello che chiedono i residenti è una presenza ancora più visibile nel quartiere. Richiesta che al vertice pare essere stata raccolta.
Pattuglie, ma pure altre iniziative per il rispetto della legalità. A cominciare dalle attività commerciali e anche le abitazioni. L’eterno problema delle case affittate a un determinato numero numero di persone, cui poi, non si sa come o forse sì, se ne aggiungono altre. Oltre il consentito.
Controllare è possibile, ma a monte va effettuata una verifica per conoscere lo stato dell’arte di ciascun immobile.
Qualcosa in ogni caso va fatta e qualcosa deve cambiare. Compresa una maggiore coesione sociale, come qualcuno ha ricordato durante la riunione.
Giuseppe Ferlicca
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