Viterbo – (sil.co.) – Sul bus Cotral con una bomboletta di spray urticante, finisce a processo per porto abusivo di armi.
Imputato un uomo di nazionalità romena che il 14 settembre 2019, attorno alle cinque del pomeriggio, è stato pizzicato dal controllore senza biglietto a bordo di un pullman diretto a Viterbo.
L’autista, essendosi il “portoghese” rifiutato di farsi identificare per il verbale, ha allertato la questura, facendo salire a bordo del pullman la polizia alla fermata di viale Armando Diaz, nei pressi di Porta Romana.

Un’auto della polizia – foto d’archivio
“Il passeggero, quando ha visto noi agenti, si è fatto identificare, ma siccome poteva essere pericoloso, vista la condotta, lo abbiamo perquisito, scoprendo che aveva in tasca, oltre al telefono cellulare, anche una bomboletta di spray urticante assolutamente fuori della normativa italiana”, ha spiegato ieri al giudice Roberto Cappelli uno dei poliziotti intervenuti.
Il contenuto sarebbe stato più del doppio rispetto al consentito, la gittata più lunga e il principio attivo maggiore.
“Era una bomboletta di produzione tedesca, ma i dati sull’etichetta erano chiari, anche perché vicino ai numeri c’era il logo relativo al loro significato, perfettamente intellegibile. Per cui è scattata la denuncia per porto abusivo di armi”, ha proseguito il teste, confermando però, su richiesta della difesa, che la bomboletta, seppur piena, non è stata sottoposta ad alcun accertamento tecnico relativamente al contenuto.
“Il passeggero si è giustificato dicendo di portare in tasca la bomboletta di spray urticante per autodifesa, in caso di aggressioni, ma lui stesso aveva precedenti per reati contro il patrimonio”, ha sottolineato l’agente.
Mancando però il test sul “peperoncino”, la difesa ha chiesto l’assoluzione, accordata con formula piena dal giudice, “perché il fatto non sussiste”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.