Marta – “Una scultura che è poesia…”. L’assessore alla Cultura di Marta Sara Volpi parla dell’opera dell’artista viterbese Francesco Maria Capotosti che, domenica 25 giugno, è stata inaugurata nel piccolo borgo lacustre. Alla cerimonia, nella sala consiliare, erano presenti, tra gli altri, il sindaco Maurizio Lacchini, il vice Roberto Pesci e lo scrittore Paolo Fanelli in arte Luis Contenebra, che ha presentato il suo libro “Il calice di Amalasunta”.
Marta – La presentazione della scultura della regina Amalasunta
La sala era piena e in molti hanno ascoltato l’artista Capotosti che ha spiegato la genesi di quel busto in terracotta che raffigura la famosa regina.
“L’evento è andato benissimo – ha detto Volpi -. La festa della regina Amalasunta è nata l’anno scorso e già l’esordio è andato bene. Quest’anno, mentre preparavo la nuova edizione e tramite lo scrittore Paolo Fanelli, ho conosciuto Capotosti con cui è nata una bellissima collaborazione.
Domenica è stata una giornata incantevole con una sala del consiglio gremita. Dopo l’inaugurazione, c’è stato anche un incontro con il corteo storico locale, quelli di altri paesi della Tuscia e coi tamburi di Viterbo”.
Marta – La presentazione della scultura della regina Amalasunta
E’ stata proprio l’assessora a chiedere a Capotosti questo “dono per il territorio”. “La festa della regina Amalasunta è andata bene e darle un volto non ha prezzo. Un volto anche abbastanza piacente rispetto alle foto che si vedono online. Una statua che è meravigliosa, è poesia”.
Il busto è realizzato con smalti a freddo policromi. La corona è fatta in bronzo con perle naturali vere, zaffiri, granati e topazi azzurri, mentre le decorazioni orafe sulle vesti sono in argento e pietre dure di diverse qualità, tipo malatiti o cristallo di rocca e corniole.
L’opera resterà esposta nel Comune di Marta. “La regina Amalasunta – continua Volpi – è personaggio storico il cui nome è sempre aleggiato a Marta, ma di cui noi sappiamo poco. Una figura a cui non è stato dato abbastanza valore.
Marta – La presentazione della scultura della regina Amalasunta
Ho voluto quindi portare attenzione non solo su un personaggio storico, ma anche valorizzare aspetti peculiari di una donna illuminata. Chiedevo, infatti, alla popolazione chi fosse per loro Amalasunta e mi parlavano quasi tutti di una donna bella e saggia che, proprio a causa di queste sue peculiarità contrastanti con il periodo medievale in cui viveva, è stata rinchiusa e uccisa. Una donna incatenata in un periodo storico, la cui storia deve spingere le persone a riflettere sull’importanza di essere sempre se stessi”.
Inoltre, “lo scrittore Fanelli – conclude – ci ha riferito che proprio a Marta, in una cosa del centro storico, c’è il calice di Amalasunta. Ho voluto quindi lanciare una sfida all’amministrazione proprio sul centro storico.
Il cuore del nostro borgo è una bomboniera, ma spesso viene sottovalutato. Qui si trova la casa di Tomao che era l’uomo che si era innamorato della regina e l’ha traghettata sull’isola Bisentina. Vorrei quindi valorizzarlo, rendendolo tematico… il borgo della regina Amalasunta. Sarebbe bello”.


