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Viterbo – Per due giorni sarebbe stata violentata e chiusa dentro un appartamento. Per due giorni sarebbe stata ostaggio e vittima di due uomini nel centro storico di Viterbo. Sarebbe poi riuscita a scappare, approfittando della loro assenza, e a chiedere aiuto ad alcuni passanti.
È il tardo pomeriggio di giovedì quando la donna, 30 anni e di origini sudamericane, raggiunge in ambulanza il pronto soccorso e denuncia quanto le sarebbe accaduto. Arrivata martedì scorso in città con il treno, per essere ospitata da un’amica, avrebbe incontrato i suoi presunti aggressori fuori la stazione di porta Fiorentina. I due l’avrebbero convinta a seguirli in una zona appartata dove, l’avrebbero obbligata a salire su una macchina. Sarebbe poi stata trascinata in un appartamento del centro storico della città. E lì, stando a quanto raccontato agli inquirenti, si sarebbe consumata la violenza.
Sempre secondo a quanto denunciato, sarebbe riuscita a fuggire approfittando dell’assenza dei due presunti malviventi e a chiedere aiuto ad alcuni passanti. È stata ritrovata seminuda e in stato di shock, con segni di lividi e lesioni sul volto e altre parti del corpo. Immediatamente trasferita i pronto soccorso in ambulanza, è stata ricoverata.
La donna all’ospedale di Belcolle avrebbe dato in escandescenze e avrebbe fatto diversi danni. Il suo racconto per molti versi lascia diversi dubbi su chi sta investigando sulla ingarbugliata vicenda.
Sul caso, su cui stanno indagando i carabinieri del comando provinciale, c’è massimo riserbo. Nulla trapela dagli uffici di via De Lellis, dove procedono senza sosta le indagini. Molti i punti ancora da chiarire. E gli interrogativi a cui dare risposta. La donna conosceva i suoi presunti aggressori? Ha avuto contatti anche telefonici con la sua amica? Come mai ha deciso di seguirli?
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