Viterbo – Asili nido, amministrazione Frontini rimandata a settembre. Ma non di quest’anno, magari del prossimo o del successivo ancora.
Stamani il consiglio comunale straordinario e aperto agli operatori, ai sindacati, associazioni e ovviamente alle famiglie.
Viterbo – Asili nido – Consiglio comunale straordinario
Banchi aperti e immutate le critiche dell’opposizione, contraria alla scelta del contributo diretto che smantella le convenzioni.
La minoranza ha ribadito un no convinto, lanciando l’ultimo e non raccolto appello a rinviare l’entrata in vigore, mentre i consiglieri di maggioranza hanno assistito in religioso silenzio, ma forse un po’ preoccupati secondo qualche collega d’opposizione, che li aveva di fronte.
Mentre tra i rappresentanti delle strutture le opinioni divergono. Da chi è favorevole a chi è totalmente contrario. Quello che le convenzioni aveva tenuto unito, nidi di diversa natura, dal privato al convenzionato, ora pare si vada separando.
Mentre l’assessora Patrizia Notaristefano (Servizi sociali) ha ripetuto a più riprese convinzione e bontà della scelta, non rispondendo però, ai dubbi sollevati, dai numeri dei bambini alle cifre previste in bilancio, per questo e gli anni a venire.
“Nessuno ha operato senza tenere conto di elementi quali livelli occupazionali educatori, avendo presente l’obiettivo che volevamo raggiungere – dice Notaristefano – il contributo alle famiglie, mensile e anticipato servirà a supportare il pagamento delle rette, dando la possibilità al maggior numero di bimbi d’accedere al servizio”.
Ammette, seppure in parte, la mancanza di un confronto: “Il contatto con le educatrici e titolari delle strutture c’è stato, anche se a posteriori di una prima stesura del provvedimento, che poi abbiamo corretto in modo mirato e sostanziale”. L’avviso riscritto e ripubblicato, ma Notaristefano non ne vuol sentire di parlare di dietrofront.
“Vogliamo far scegliere liberamente alle famiglie la struttura, anche fra quelle solo accreditate e non convenzionate. L’offerta aumenta, ma sempre rispettando determinati standard”.
Finora le domande arrivate sono 85,40 delle quali già lavorate.
La convinzione, di Notaristefano e Frontini è come minimo riuscire a garantire il servizio allo stesso numero di utenti, ma l’obiettivo è far crescere gli accessi con agevolazioni. Non tutti, però, la pensano così.
Alessandra Troncarelli: “Si rischia di far saltare un sistema che funziona da venti anni”.
La consigliera Pd, prima firmataria della richiesta per il consiglio straordinario di stamani è categorica nel bocciare la manovra voluta dall’amministrazione Frontini e dall’assessora Notaristefano (Servizi sociali): “Dovevate ascoltare tutti, non a caso, quando sono state sollevate osservazioni c’è stato un dietrofront, con l’avviso pubblicato e ritirato. Vuol dire che eravate consapevoli d’avere sbagliato. Una riforma deve garantire tutti, invece fa paura. Si rischia di far saltare un sistema che funziona da 20 anni”.
Goffredo Sepiacci: “Le famiglie devono poter scegliere, condividiamo la scelta dell’amministrazione”
Il rappresentante Aninsei Confindustria, seppure con alcune osservazioni, non è contrario alle modifiche volute dall’amministrazione. “La famiglia deve poter decidere – osserva Sepiacci – dove poter mandare i propri figli, fatte salve alcune specifiche. Condividiamo la scelta del comune se va in questa direzione, anche se la concertazione mancata avrebbe risolto prima alcuni problemi. Ci preoccupa la ricaduta possibile a livello occupazionale, se non c’è certezza sulle iscrizioni”.
Antonella Sberna: “Non si può sbaraccare tutto in nome del cambiamento, si rischia tabula rasa”.
La consigliera FdI è fra le più critiche, rispetto alle novità introdotte e non lo nasconde: “Il nido gratis più o meno c’era già – osserva Sberna – non l’ha inventato l’amministrazione Frontini. Cambiare è lecito, ma non, solo per distruggere quello che c’era prima. Mi auguro che i nidi sopravvivano, senza licenziamenti, già dal prossimo anno. O che le famiglie riescano tutte a entrare e siano contente. Ma ho fortissimi dubbi”. Il sistema delle convenzioni, che oggi si sta smontando, parte da lontano: “ Nasce quando il sistema pubblico a Viterbo e almeno in tutto il Lazio, non riusciva a garantire il servizio a tutti. Coinvolte le strutture private con una serie di regole, per fare un servizio pubblico. Se si si vuole cambiare ci vuole tempo, non si fa a luglio”.
Andrea Micci: “Agite come un trattore”.
Come ribadisce il consigliere Lega: “Il cambiamento non spaventa, ma voi agite come un trattore, fate esperimenti sulle tasche dei cittadini, degli operatori e delle strutture, salvo fare clamorose marce indietro. Che fretta c’era farlo a luglio?”. Nel dibattito sono emerse posizioni diverse, anche tra gli operatori e Micci lo fa notare, come i dubbi sulle cifre.
Luisa Ciambella “Danno irreversibile alla città, alle famiglie e agli operatori”.
La consigliera Per il bene comune ha forti timori: “Un danno irreversibile se insistete con questa scelta, alla città alle famiglie e agli operatori. Pure in maggioranza vedo volti imbarazzati e l’assessora Notaristefano ne tenga conto. Il danno c’è e si paleserà”. Ricorda chi aveva voluto il sistema delle convenzioni, che ora si smantella: “La dottoressa Calabrò. Come si può immaginare di distruggere questo modello di servizio? Occorre fermarsi, ritirare il bando. Altrimenti è un ulteriore demerito di quest’amministrazione. Un pasticciaccio”.
Mario Malerba: “Attenzione ai livelli occupazionali”
È la preoccupazione del rappresentante Cisl, mentre Giancarlo Catani (Fials) al momento non ha molto da rilevare: “Seguiremo poi eventuali sviluppi”.
Samantha Balletti: “Per le famiglie dei nostri utenti il cambiamento è positivo”
La responsabile del Nido Primi passi, struttura privata dal 2014, si ritiene soddisfatta. “Il riscontro con i nostri utenti è positivo, non si sono visti finora arrivare un aiuto direttamente, se non quello Inps”. Si raggiunge quasi l’abbattimento delle rette”.
Giuseppina Petterini: “Dispiace che siamo stati buttati fuori”
I pareri tra gli addetti ai lavori divergono e quello della referente Nido Pollicino 1 2 3 Convenzionato da 20 anni è piuttosto netto: “Prima di fare cambiamenti ascoltate il territorio. 113 bambini hanno fatto richiesta ai nidi comunali, ne entreranno 27. A noi dispiace che siamo stati buttati fuori, nonostante per 20 anni abbiamo offerto un servizio comunale. Abbiamo lottato per far capire alla regione come il costo minimo per un bambino fosse di 800 euro e ora ci troviamo fuori”. L’obiettivo dell’amministrazione è raggiungere costo zero o quasi per le famiglie: “Ma a Viterbo c’era già”. Con i costi-utente che finora sono stati di 420 euro. Serena Piergentili (Piccolo Mondo) ha un altro punto di vista: “Sono a favore, i genitori hanno accolto molto favorevolmente la novità”.
“Elisa Calabrò si sarebbe a dir poco arrabbiata”, il pensiero di Adelia Filesi
La responsabile del Giardino dell’Infanzia ricorda chi il “vecchio” e ancora attuale sistema ha ideato, la dottoressa Calabrò. “Una cosa del genere – continua Filesi – nemmeno nel peggior incubo e non entrare in convenzione è incubo. Le strutture convenzionate sono penalizzate. Quando ne abbiamo parlato con l’assessora Notaristefano, uscendo ho pensato: lo sanno con chi hanno a che fare? Per me non sono numeri, ma bambini. Hanno ragionato sul fatto che ad esempio, nella nostra utenza c’è chi ha bisogno della convenzione e non di un aiuto da trecento euro”. Un genitore, Francesco Rossi, invece, l’avere un contributo in più, magari sommato ad altri, è positivo.
“I contributi andranno alle famiglie e se non pagano? I nidi buttano fuori i bambini?”. Il dubbio di Alvaro Ricci
Per il capogruppo Pd: “Può succedere e su 40 utenti, magari 5 o 6 che non versano, un problema lo creano. E se in futuro 12 strutture magari fanno cartello e aumentano la retta? Non si deve ragionare su oggi, ma su domani. Dò atto agli allora assessori Rotelli e Sabatini, che le convenzioni sono state la scelta giusta, hanno dato certezza e continuità al servizio e oggi si cambia, senza esserci confrontati con le strutture e con il consiglio comunale” .
Francesca Sanna: “Vi siete dimenticati delle fasce più bisognose”
La consigliera Pd sui numeri vorrebbe capirci qualcosa in più, ma dall’amministrazione non ci conta. “Come impattano? Sento sparare cifre, forse valeva la pena mettersi attorno a un tavolo. Magari i nidi privati oggi ne beneficiano, il problema rimane per chi non può spendere. Ci dimentichiamo delle fasce più bisognose”.
Giuseppe Ferlicca
Articoli: Luisa Ciambella: “Asili nido, certe scelte rischiano di far crollare un sistema di servizi fondamentale per le famiglie” – Asili nido, suona la campanella per l’amministrazione Frontini





