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Barriere architettoniche al campo scuola e messa in sicurezza delle palestre, Viterbo perde 80mila euro di fondi regionali

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Sport - Atletica leggera - Il campo scuola di Viterbo

Sport – Atletica leggera – Il campo scuola di Viterbo


Viterbo – Il comune di Viterbo dice addio a due importanti progetti sportivi.

Si tratta dell’abbattimento delle barriere architettoniche al campo scuola e della messa in sicurezza delle palestre e dell’area esterna polivalente.

Finanziati dalla regione con 50mila e poco meno di 30mila euro, i lavori non sono mai stati ultimati e nei giorni scorsi i dirigenti regionali hanno revocato i contributi concessi e parzialmente erogati.

Va specificato che le responsabilità sono relative alle precedenti amministrazioni, dal momento che i contributi sono stati concessi tra il 2019 e il 2018, e che l’attuale giunta non poteva fare nulla perché la decadenza dai benefici assegnati è datata 2022 (la sindaca Frontini è stata eletta a fine giugno dello stesso anno).

L’abbattimento delle barriere architettoniche al campo scuola è stato finanziato nel 2019 nell’ambito dell’avviso pubblico “Sport in/e movimento – Interventi per l’impiantistica sportiva”. Dei 50mila euro, poco più di 10mila sono arrivati nelle casse del comune come primo acconto ma negli anni successivi l’amministrazione non ha provveduto a inviare il crono programma, la fideiussione del progetto definitivo e lo status dei lavori richiesti in tre differenti note regionali.

Stesso discorso per la messa in sicurezza delle palestre e dell’area esterna polivalente, inizialmente finanziata con 29.576,74 euro nel 2018 nell’ambito dell’avviso pubblico “Pronti sport e via – Il bando della regione Lazio per l’impiantistica sportiva”. In questo caso il primo acconto versato al comune è stato di 6.167,38 euro ma negli anni successivi, come sopra, l’amministrazione comunale non ha provveduto a inviare alla regione la documentazione mancante e le tempistiche dei lavori.

Il risultato? Termini non rispettati entro il 2022 e successiva decadenza e revoca dei contributi con l’obbligo di risarcire la regione delle cifre già stanziate.

Samuele Sansonetti


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