Bracciano – (sil.co.) – Cambiamenti climatici, situazione sempre critica sul fronte siccità per quanto riguarda il lago di Bracciano, che secondo il recente report dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente sarebbe al secondo posto in Italia tra quelli maggiormente a rischio dopo il lago di Nemi. Grafici e immagini fotografiche comparative di prima e dopo la crisi idrica del 2017 sono stati intanto prodotti al processo per disastro ambientale che si è aperto il 5 maggio a Civitavecchia e riprenderà dopo l’estate.
Seguono il lago di Bracciano, nella poco rassicurante classifica dei più minacciati dal cambiamento climatico, i laghi Maggiore, di Como, di Garda, Fedaia e di Massaciuccoli. La Goletta dei laghi, nel frattempo, si è trasferita sugli Appennini, tra Marche e Umbria, dopo avere veleggiato sui bacini del settentrione.
Si è aperto invece lo scorso 5 maggio, davanti al tribunale di Civitavecchia, il processo per disastro ambientale contro gli ex vertici di Acea Ato 2 del 2017 per il “netto e repentino calo del livello dell’acqua” del lago di Bracciano, avvenuto nella torrida estate di sei anni fa.
Il processo riprenderà in autunno.
Tra gli otto imputati c’è anche Andrea Bossola, l’ex presidente di Talete, che all’epoca dei fatti faceva parte del consiglio di amministrazione di Acea Ato 2 mentre attualmente è direttore generale di Ama. Gli altri sette imputati sono Paolo Tolmino Saccani, Giuseppe Baisi, Emanuela Cartoni, Annaclaudia Bonifazi, Stefania Stera, Carmelo Intrisano e Marco Rapo.
Tra le parti civili il Comitato per la difesa del lago di Bracciano, Accademia Kronos, Legambiente, Codici Ambiente. Parte civile anche l’ente di gestione del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano dai cui uffici, lo scorso 5 maggio, è stato prodotto in aula un dossier per i magistrati in cui si documenta la grave compromissione dell’ecosistema, fornendo dati, grafici e immagini fotografiche comparative (prima e dopo il disastro).
Il lago di Bracciano, come si legge, è “uno scrigno di biodiversità, custode di importanti habitat di interesse comunitario, specie protette e a rischio, oggetto di numerose pressioni e minacce con l’abbassamento del livello delle acque seguito dall’emersione di ampi tratti di costa, quantificabili per difetto in circa 61 ettari complessivi”.
Vigna di Valle – Il lago di Bracciano in piena crisi idrica nel 2017
A distanza di sei anni dai fatti contestati alla società operativa del Gruppo Acea che gestisce il servizio idrico integrato per il Lazio centrale, dal rilevamento del 2 maggio 2023 il livello del lago di Bracciano si sarebbe trovato 97 centimetri al di sotto dello zero, cioè 75 centimetri al di sotto del valore medio del periodo, ovvero non ancora nelle oscillazioni naturali.
“A sei anni dai fatti – si legge nella nota del comitato per la difesa – mentre al lago manca ancora circa un metro d’acqua per raggiungere il livello dello zero idrometrico corrispondente all’incile del fiume Arrone, non si ha notizia di alcun investimento di Acea Ato 2 sul territorio e sulla rete idrica, se non quella dell’acquisizione del sistema idrico integrato del Comune di Anguillara e di Canale Monterano del 30 settembre scorso”.
“Ringraziamo espressamente il nostro pool di avvocati – Simone Calvigioni, Francesco Falconi, Mario Lepidi Marco Marianello – che in modo del tutto volontario ha condotto ad una battaglia legale che ci ha dato ragione ai livelli più alti, sia dinanzi il tribunale superiore delle acque pubbliche che in cassazione. Ancora una volta ci appelliamo al ministero dell’ambiente a richiedere il risarcimento danni ambientali”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
