Attilio Manca, nel riquadro da piccolo con la madre Angela Gentile
Viterbo – Caso Manca, torna a denunciare “intimidazioni” la mamma. “Mentre curano con amore i loro familiari, a noi, dopo averci tolto un figlio, continuano ad avvelenarci lentamente con gli acidi. Vi auguro un giorno di subire ciò che avete fatto a noi in 19 anni”, scriveva ieri sul suo profilo Facebook Angela Gentile, la mamma di Attilio Manca, l’urologo di Belcolle trovato morto nella sua casa della Grotticella nel febbraio 2004, secondo la famiglia vittima di un delitto di mafia legato all’operazione alla prostata subita a Marsiglia dal boss Bernardo Provenzano.
“Sono vermi che vivono sottoterra ed escono di notte per fare danni”, risponde Angela al commento di una utente. E ancora: “Non lo so se esiste la legge. Evidentemente per loro no, se continuano, nonostante le decine di denunce”.
Il 7 luglio scriveva: “Stamattina, quando ho messo l’acqua alla magnolia e all’albero di mandarini si è formata una schiuma bianca. L’assassino o vuole avvelenarci o vuole che ce ne andiamo da questa casa”. “Mi hanno fatto appassire tutto. Non è riuscito solo con la magnolia che ha più 200 anni e con il mandarino pure abbastanza vecchio”, spiegava.
Attilio Manca – Denuncia “intimidazioni” la mamma Angela Gentile
Relativamente al “caso Manca”, invece, commenta in un post: “Sono impaziente. Sono in trepidante attesa di ulteriori sviluppi. Incrociamo le dita”. Come è noto, la commissione antimafia nel frattempo ha riaperto il caso Manca, rilanciando la tesi dell’omicidio, con una dose massiccia di eroina, per garantirsi il suo silenzio dopo averlo costretto a curare Bernardo Provenzano.
“Riaprite le indagini sulla morte di Attilio Manca”. Lo scorso aprile, con una denuncia circostanziata presentata alla procura di Roma, la famiglia del giovane urologo siciliano trovato morto in casa a Viterbo la mattina del 12 febbraio del 2004 ha ufficializzato la richiesta di riapertura del fascicolo sulla sua morte.
Già lo scorso settembre mamma Angela aveva invece denunciato come da mesi il giardino della casa di Barcellona Pozzo di Gotto dei Manca sarebbe stato preso di mira da ignoti vandali che si sarebbero accaniti sulla vegetazione.
Da maggio ad agosto 2022 sarebbero stati quattro gli episodi di avvelenamento delle piante.
“Vorrei chiedere a questi miserabili assassini: perché volete farci ancora del male, non siete sazi del sangue di Attilio? O forse la nostra presenza in questa casa vi fa ricordare l’atrocità di quanto commesso?”.
Dopo l’ultima incursione, attraverso l’avvocato Fabio Repici aveva deciso di sporgere denuncia-querela alla locale procura e per conoscenza alla prefettura di Messina. “Abbiamo vissuto 18 anni di soprusi e di violenze, non possiamo vivere tranquillamente nella nostra casa per i veleni che vengono sparsi nel nostro giardino, nel giardino della mia casa, dove non trovo più fiori”, diceva dieci mesi fa la mamma di Attilio.
Puzzo di acido, aria irrespirabile, piante improvvisamente rinsecchite. Sarebbero gli effetti di quelle che per la famiglia di Attilio Manca sono delle vere e proprie intimidazioni di stampo mafioso, messe in atto sempre durante la notte.
Il 9 maggio dell’anno scorso una pianta di aloe e una magnolia si erano seccate, emanando un puzzo acido che ha provocato a Angela e al marito Gino una forte irritazione alle vie respiratorie. Il giorno dopo due carabinieri hanno fatto un sopralluogo. Analogo episodio il 16 agosto: due vasi con le piante protette da un velo di plastica, avevano una patina biancastra e l’aria era per l’ennesima volta irrespirabile. L’indomani, di nuovo nel giardino sarebbero state versate sostanze acide. Il 20 agosto appena Gino e Angela si sono alzati, si sono accorti che dal giardino proveniva un puzzo di acido insopportabile, che di nuovo ha provocato difficoltà alle vie respiratorie. Il 22 agosto di nuovo e di prima mattina, avrebbero percepito nuovamente in giardino un fortissimo puzzo acido. Questa volta l’obiettivo era un cactus, che s’era essiccato spurgando liquido biancastro.
Silvana Cortignani

